Non si arresta l’inchiesta giudiziaria, che vede protagonista il comune di Procida. Ieri mattina, i carabinieri della sezione di Ischia, agli ordini del capitano Andrea Centerella, hanno eseguito, su richiesta del Gip, un provvedimento di sospensione per nove mesi dalla carica di pubblico ufficiale nei confronti di due dipendenti dell’ufficio tecnico del comune di Procida e di un vigile urbano. I due sono accusati di falso materiale e ideologico ed abuso di ufficio. Avrebbero omesso di redigere relazioni tecniche e di porre sotto sequestro manufatti abusivi, realizzati dai parenti dell’agente di polizia municipale, raggiunto anch’egli da un provvedimento giudiziario. Si tratta di un nuovo capitolo dell’inchiesta madre che lo scorso 16 gennaio ha condotto all’arresto di Antonio Trotta, comandante dei vigili urbani, Grazia Costagliola di Polidoro, dipendente dell’amministrazione comunale e Ciro Coppola, amministratore di Paco Beach srl. Secondo quanto emerso dagli atti degli investigatori, il colonnello con l’aiuto della Costagliola avrebbe tentato di trasformare la Polizia Municipale in una sorta di “feudo del comandante”, originando una spaccatura tra il gruppo dei “fedelissimi”, destinatari di privilegi e quello c.d. dei “dissenzienti”, vittime di atti vessatori. Il comandante e l’impiegata comunale, sono accusati del reato di falso in atto pubblico, calunnia, peculato e corruzione. Sembra anche che i due, abbiano favorito l’attività edilizia di Paco – accusato di corruzione e falso in atto pubblico – omettendo i controlli sui lavori in fase di esecuzione.
Roberta Montanaro

