Inchiesta “Mastrolindo”, interrogato l’ex consigliere Cascone

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Interrogato per due ore l’ex consigliere comunale Renato Cascone nell’ambito dell’inchiesta “Mastrolindo”. Il 43enne commercialista paganese, accompagnato dal suo legale Cecchino Cacciatore, è stato ascoltato dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria presso la procura nocerina sulle false assunzioni nelle ditte di pulizia per frodare all’Inps sulle indennità di disoccupazione, malattia e maternità. Secondo gli inquirenti, Cascone sarebbe interessato alla gestione di un patronato a Pagani, gestito da una donna, che era stato sottoposto a perquisizione nel maggio dello scorso anno quando fu sequestrato una voluminosa documentazione con centinaia di pratiche di richieste di indennità di malattia, disoccupazione maternità presentate all’Inps a carico di quelli che sarebbero poi risultati uomini e donne con fittizi rapporti di lavoro con ditte di pulziia, truffando così l’Inps. Nel dicembre scorso, Renato Cascone, assieme al fratello Gerardo (detto Aldo) già assessore comunale e provinciale del Pdl, erano assunti agli onori della cronaca perché indagati per estorsione per l’apertura di un centro di consulenza fiscale a Pagani. L’ipotesi investigativa è della Dda di Salerno nell’ambito dell’indagine “Criniera”. I due, con altre quattro persone, sono indagate per delle reiterate minacce ad un paganese al quale sarebbe stato prospettato di essere in grado di agevolare dal punto di vista amministrativo l’apertura di un Centro Caf a Pagani. I fratelli Cascone, secondo la prima ipotesi investigativa, avrebbero imposto ai gestori del Caf una partecipazione agli utili derivanti dalle attività centro di assistenza fiscale. In particolare Renato Cascone ed altri due, a fronte di un iniziale rifiuto ad adempiere a quanto richiesto da parte della presunta parte offesa, sarebbero andati alla sede del centro di assistenza fiscale e si sarebbero impossessati con la forza di 800 euro custoditi in un cassetto e delle chiavi di un ciclomotore. Renato Cascone ed altri, ricevuta la richiesta da parte del proprietario del ciclomotore di riavere le chiavi per poter rincasare, avrebbero condotto o fatto condurre il malcapitato all’interno di un portone e lo avrebbero spintonato, minacciandolo di subire ulteriori conseguenze qualora lui ed il fratello non avessero effettivamente versato il 50% degli utili del Caf.