C’è un’indagine dell’Antiterrorismo nell’agro nocerino sarnese. La conduce la sezione speciale della Procura di Salerno, dopo quanto scoperto dagli investigatori sul profilo Facebook di Omar Rguibi, 30enne magrebino residente a San Valentino Torio. In un periodo che va da agosto a dicembre 2015, il giovane (già coinvolto nell’inchiesta di camorra “Taurania Revenge” per spaccio di droga) aveva attirato l’attenzione per una serie di messaggi condivisi sul proprio profilo Facebook e inneggianti all’Isis, meglio conosciuto come Stato Islamico. Tra questi, foto dei leader e della catena di comando dell’organizzazione terroristica, mischiati a messaggi di “odio” verso polizia e carabinieri. Materiale che aveva obbligato la Procura, viste anche le nuove norme anti terrorismo, ad iscrivere il suo nome nel registro degli indagati per il reato di istigazione per delinquere finalizzata al terrorismo. Al giovane sono stati sequestrati due cellulari e due computer. In due informative, gli investigatori spiegano che quei messaggi sono tipici di chi, in passato, ha pensato di partire per il Medio Oriente e arruolarsi tra le fila dell’Isis. E dunque, meritevoli di attenzione. Il 30enne sarebbe “combattuto” tra i richiami del mondo occidentale e quello medio orientale. Alternando, dunque, materiale in voga tra chi usa social network e messaggi e foto di propaganda, invece, cari ai fondamentalisti.
Gli accertamenti eseguiti nei confronti del 30enne si sono però estesi anche ai comuni limitrofi. Nello specifico, a quello di Sarno, dove Omar Rguibi si sarebbe intrattenuto con alcuni pregiudicati, già attenzionati dall’Antimafia per altre inchieste. Nelle carte, oltre a diversi “omissis” che meglio testimoniano la segretezza dell’indagine, viene citato anche il ritrovamento a Sarno di una bandiera artigianale dell’Isis. La scoperta fu fatta all’interno del cortile del Giudice di pace, nel dicembre 2015. Tutti pezzi di un puzzle, ai quali la procura sta cercando di dare un senso.

