Inaugurata la stazione di Stabia Scavi: uno snodo tra mobilità e archeologia

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Questa mattina Castellammare di Stabia ha aperto ufficialmente le porte alla nuova stazione Castellammare di Stabia Scavi, un’infrastruttura destinata a cambiare il volto della mobilità locale e il rapporto tra trasporti pubblici e patrimonio archeologico. Al taglio del nastro erano presenti il Presidente di EAV e il Sindaco di Castellammare di Stabia, a conferma del valore strategico dell’opera per l’intero sistema metropolitano regionale.

L’inaugurazione segna un passaggio chiave per una città che da anni attendeva un collegamento ferroviario moderno e funzionale, capace di sostenere flussi turistici crescenti e di migliorare gli spostamenti quotidiani dei residenti.

Un’opera chiave per il sistema metropolitano campano

La nuova stazione si inserisce nel più ampio programma di raddoppio della tratta Torre Annunziata – Castellammare di Stabia, uno degli interventi infrastrutturali più rilevanti degli ultimi anni in Campania. EAV è soggetto attuatore del progetto dal 2020, mentre la Regione Campania ha messo a disposizione un investimento complessivo di circa 350 milioni di euro.

Non si tratta solo di binari e banchine. Il raddoppio della linea rappresenta un salto di qualità per il trasporto pubblico regionale: più frequenza dei treni, maggiore puntualità, riduzione delle interferenze con il traffico urbano e un servizio più affidabile per pendolari e visitatori.

La stazione Castellammare di Stabia Scavi diventa così un tassello fondamentale di una rete che punta a essere realmente metropolitana, connessa e competitiva rispetto all’uso dell’auto privata.

Il legame diretto con l’area archeologica di Stabia

Uno degli elementi più significativi della nuova stazione è il suo rapporto diretto con il sito archeologico di Stabia. La fermata nasce con l’obiettivo dichiarato di valorizzare un patrimonio storico di straordinaria importanza, spesso rimasto ai margini dei grandi circuiti turistici.

Con la stazione a pochi passi dagli scavi, l’area archeologica diventa finalmente accessibile in modo semplice e sostenibile, sia per i turisti che arrivano dall’area vesuviana e da Napoli, sia per le scuole e i visitatori locali. È un cambio di prospettiva: il treno non come semplice mezzo di trasporto, ma come strumento di promozione culturale e territoriale.

I lavori e le imprese coinvolte

I lavori per la realizzazione dell’infrastruttura sono stati eseguiti dal Consorzio Ferroviario S. Giorgio Volla Due (SGV2), attualmente costituito da Hitachi Rail, Pizzarotti & C. e AET. Un raggruppamento di imprese che ha portato avanti un intervento complesso, in un contesto urbano e archeologico delicato, dove ogni scelta progettuale ha richiesto attenzione e precisione.

L’intervento rientra in una stagione di grandi cantieri ferroviari in Campania, che stanno ridisegnando l’assetto della mobilità regionale dopo decenni di ritardi e interventi frammentari.

Il parcheggio già operativo e l’intermodalità

A completare il nuovo nodo di mobilità c’è anche il parcheggio inaugurato lo scorso settembre, già operativo e con una capienza di 150 posti auto, inclusi spazi riservati alle persone con disabilità. Un’infrastruttura pensata per favorire l’intermodalità, consentendo a chi arriva in auto di proseguire il viaggio in treno, riducendo il traffico e l’impatto ambientale sul centro urbano.

La gestione del parcheggio è stata affidata temporaneamente al Comune di Castellammare di Stabia, in attesa dell’affidamento definitivo. Una soluzione ponte che consente fin da subito la piena funzionalità dell’area, evitando che una parte strategica dell’opera resti inutilizzata.

Una stazione che cambia il volto della città

La nuova stazione Castellammare di Stabia Scavi non è solo un’infrastruttura ferroviaria. È un segnale politico e amministrativo, che indica una direzione precisa: investire su trasporto pubblico, accessibilità e valorizzazione del patrimonio culturale.

Per Castellammare significa rafforzare il proprio ruolo nel sistema vesuviano, intercettare flussi turistici di qualità e offrire ai cittadini un servizio più efficiente. Per la Regione Campania rappresenta un altro passo verso una mobilità moderna, meno frammentata e più vicina agli standard europei.

Nei prossimi mesi, con l’avanzamento del raddoppio della tratta e l’entrata a regime dei nuovi servizi, si capirà fino in fondo l’impatto reale di questa opera. Ma il messaggio lanciato oggi è chiaro: la ferrovia torna al centro dello sviluppo urbano e territoriale.