
Su questa immane tragedia è stato detto, scritto, e raccontato di tutto anche attraverso film bellissimi. La realtà però è ancora oggi in parte sconosciuta, così come non stato possibile capire perché (nonostante il beltempo e l’ottima visibilità), sia le vedette, che i timonieri videro l’iceberg solo all’ultimo momento. Insomma, sono decine le domande rimaste irrisolte perché, purtroppo, non è mai stato possibile studiarne il relitto.
Dopo oltre cento anni di onorata carriera in fondo al mare il Titanic rischia di scomparire per sempre. L’allarme è stato lanciato dal gruppo di ricercatori sottomarini OceanGate secondo i quali il relitto della nave affondata nel 1912 “si sta rapidamente deteriorando”.
Per questo hanno deciso di tornare a 3.800 metri, dopo la prima missione di un mese fa, per scattare qualche foto e filmare alcune immagini dello storico transatlantico.
I video pubblicati dal gruppo sono spettacolari. Nel primo, di circa 16 secondi, si vede distintamente un balcone di prima classe; nel secondo invece, di 12 secondi, si scorge l’albero di prua che è crollato diversi anni fa. Infine nell’ultimo filmato di 10 secondi è ripreso il telemotore della nave, dove una volta c’era il timone.
Poggiato sul fondo marino, a 3.800 metri dalla superficie, recuperarlo avrebbe costi ‘insostenibili’, e dunque poco è stato potuto fare in termini di rilievi tecnici, se non studiando gli elementi atmosferici, i progetti dell’imbarcazione e, come detto, le condizioni meteo di quella notte.
OceanGate ha annunciato di voler continuare a filmare il Titanic per i prossimi anni così da seguire passo dopo passo l’evoluzione del relitto del transatlantico più famoso della storia quando secondo gli studiosi, il Titanic non ci sarà più.
La storia di quella che è stata la più grande tragedia marina, consumatasi il 15 aprile del 1912 un viaggio da Southampton a New York e sulla quale delle 2223 persone che in quel momento si trovavano a bordo di quello che era il viaggio inaugurale (800 dell’equipaggio), riuscirono a salvarsi soltanto in 700, per lo più donne e bambini.

