Il Santo del giorno – La Chiesa festeggia S. Quirico e S. Giulitta

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Quirico e Giulitta, furono martiri del IV secolo. Allo scoppio violento della persecuzione di Diocleziano, Giulitta, rimasta vedova e pensando alla salvezza del suo bambino, lasciò la città e i suoi averi, per scendere insieme con due ancelle verso Seleucia, nell’Isauria.

Anche qui, il governatore romano, Alessandro, mostrava di eseguire, con ferocia gli ordini di persecuzione degli editti imperiali. Giulitta ritenne quindi prudente proseguire per Tarso, nella Cilicia. Ma subito venne denunciata come cristiana. Proprio in quegli stessi giorni il governatore dell’Isauria, Alessandro, aveva ricevuto l’incarico speciale di recarsi a Tarso, per fare eseguire anche là gli editti imperiali per cause sconosciute.

Giulitta venne tratta in arresto. Non volendo separarsi dal suo bimbo, si lasciò portare davanti al governatore che interrogò a lungo la donna ma ne ottiene una sola risposta: ‘Io sono cristiana’. Le venne imposto di sacrificare agli Dei ma Giulitta si rifiuta. Alessandro ne fu talmente irritat  che le fece strappar dalle braccia il figlio e la mise alla tortura.

Nel frattempo, il governatore Alessandro, fatto togliere il fanciullo alla madre, lo teneva sulle sue ginocchia. Ma, per quanti sforzi facesse il governatore per distogliere gli occhi del fanciullo dal guardar la madre, il piccolo continuava a tenere gli occhi rivolti verso di lei ed a gridare ‘Io sono cristiano’. Quindi prese per un piede il piccolo Quirico, e lo scagliò furente al suolo, dinanzi agli occhi della madre.

Urtando sui gradini del tribunale, la vittima innocente si sfracellò il capo, e tutto il pavimento all’intorno fu bagnato del suo sangue. La madre, Giulitta, pure impietrita dal dolore, riuscì, davanti a quello straziante spettacolo, a ringraziare tra le lacrime il Signore per aver preso l’anima del figlio nella gloria del Paradiso. Poi anch’essa fu condannata alla decapitazione e il suo corpo fu gettato fuori città con quello del suo figliolo.

L’indomani le due ancelle, rilevarono i due corpi durante la notte e li seppellirono. Quando, con l’impero di Costantino, giunse anche per i Cristiani la pace e la sicurezza, una delle ancelle, che era sopravvissuta, poté indicare ai fedeli di Tarso il luogo dove erano state raccolte le spoglie del piccolo Quirico e di Giulitta ed ebbe così inizio, con l’affermarsi della popolarità della loro storia, la tenera devozione per i due Santi Martiri.