Oggi è il 29mo anniversario della strage di Capaci, era il 23 maggio 1992, dove persero la vita il Magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli uomini della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani.
Quel 23 maggio 1992 fu l’inizio della stagione di una lunga scia di morte firmata “Cosa nostra”, la guerra contro lo Stato.
Primo a colpire il magistrato poi al collega e amico Paolo Borsellino, per essere gli autori del “maxiprocesso” che avevano fatto condannare i vertici della mafia siciliana. Un magistrato preparatissimo, che aveva ben capito la complessità e la vastità di “cosa nostra”. E come per contrastarla servisse un lavoro di squadra fatto in modo molto accurato. Lo dimostra un episodio inedito, relativo all’omicidio del giudice Rosario Livatino il 21 settembre 1990.
Una domenica nel segno della memoria e della legalità per non dimenticare per ricordare le vittime della mafia.
La Rai per l’occasione, presenta un palinsesto dedicato su tutte le reti e le testate. “Falcone e Borsellino non si sono mai lasciati intimidire dalle minacce, onorarli significa affidare alle nuove generazioni un esempio di legalità – ha detto il presidente della Rai Marcello Foa nella conferenza stampa di presentazione -. La mafia si combatte con la cultura, l’informazione, il senso civico e l’educazione. Mai verrà meno l’impegno della Rai nella lotta alla criminalità e alle mafie”.

Poi le commemorazioni organizzate dalla Polizia di Stato si svolgeranno a Palermo alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del capo della Polizia, il prefetto Lamberto Giannini, a partire dalle 10.15 con la deposizione di una corona d’alloro nell’Ufficio scorte della caserma Lungaro, presso la lapide che ricorda i Caduti degli attentati di Capaci e via D’Amelio. Subito dopo avrà luogo la cerimonia di disvelamento della teca contenente i resti della Fiat Croma, ormai conosciuta come “Quarto Savona 15”, dal nome della sigla radio attribuita agli uomini della scorta di Giovanni Falcone.

