Il Punto D Vista (gir.H): le Francavilla a braccetto; Pochesci sbotta

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La Virtus Francavilla esce indenne anche dalla sfida del Viviani e continua a puntare con decisione alla Lega Pro, ma alle spalle torna alla carica il Francavilla in Sinni, che in pieno recupero (con Sekkoum) castiga l’Unicusano Fondi dagli undici metri (su rigore anche la prima marcatura, di Aleksic). Il tonfo nella sfida d’alta quota non va giù al tecnico laziale Pochesci, che nel post partita si lascia andare ad uno sfogo decisamente sopra le righe. Dichiara addirittura di voler chiudere col calcio, Sandro Pochesci, prima puntando il dito contro il direttore di gara, poi piazzando l’affondo: “Ho preannunciato le mie dimissioni al presidente Bandecchi con un messaggio. Sono stanco. Qui non si tratta di incompetenza o mala fede di questo o quell’arbitro, questa è una vera e propria congiura nei miei confronti. Vogliono colpire me, ma in questo modo danneggiano una società ed un presidente che hanno investito parecchio per vincere. Non voglio pregiudicare niente e nessuno, io non appartengo a questa immondizia, quindi mi faccio da parte”. Dimissioni che sembravano irrevocabili, ma che la proprietà ha immediatamente respinto.

Non c’è pace per il Potenza, nonostante la prova di forza contro la capolista ed il buon punto rimediato in chiave salvezza. Ad alimentare le polemiche, stavolta, l’ex tecnico Massimo Agovino, che ha contestato la regolarità del proprio esonero, sollevando quindi dubbi sulla legittimità dell’accordo siglato dalla società lucana con Sasà Marra. “Non capisco come abbia potuto sedersi in panchina, dal momento che, sulla carta almeno, l’allenatore del Potenza sono ancora io. La società ha ritenuto fasulli i miei certificati medici? Facesse pure gli opportuni controlli, io non ho mentito. La verità è che questa enorme polemica è stata creata ad arte per non pagarmi, visto che dal mese di agosto ho percepito un solo stipendio”.

Ritorno in panca col sorriso per Michele Cazzarò. Il Taranto sbriga agevolmente allo Iacovone la pratica Picerno (senza storia il 3-0 rifilato ai lucani, che si fermano dopo due risultati utili consecutivi), e riprende a far punti nella domenica in cui la Nord resta polemicamente deserta a seguito della decisione del Prefetto di consentire l’accesso alla sede storica del tifo rossoblù ai soli abbonati. E mentre il tecnico Cazzarò mantiene un profilo decisamente basso “Contento di essere stato richiamato alla guida del Taranto, ma per adesso la classifica non voglio guardarla”), il centrocampista Ciarcià ci va invece giù duro. “Avevamo bisogno di riprenderci un po’ di serenità e di tranquillità. Campilongo? Preferisco parlare di uomini veri, di quelli che non scaricano mai la colpa sugli altri. La squadra è sempre stata unita, a dispetto di tutte le responsabilità che le sono state addossate”.

A braccetto con i rossoblù, il Nardò, che tra le mura amiche ne rifila tre al Torrecuso e si rilancia in chiave play-off.

Imponente exploit della Turris, che viola il Ricciardelli di San Severo e si porta addirittura a tre lunghezze dal quinto posto. I corallini raccolgono l’appello della società e danno una sterzata al proprio, deludente rendimento esterno (finora una vittoria, due pareggi e sette sconfitte). Un andamento che ha fatto costantemente da contraltare al brillante ruolino di marcia interno (otto vittorie, due pareggi ed una sconfitta). Ad attendere adesso Manzo e compagni, la sfida interna contro il Potenza. La gara – fischio d’inizio probabilmente posticipato alle 15 – sarà preceduta dalla cerimonia di intitolazione della tribuna del Liguori all’indimenticato Enzo Strino.

Non vuole saperne di fermarsi il Serpentara, che tra le mura amiche si aggiudica in scioltezza lo scontro diretto contro il Manfredonia. La salvezza – che fino a qualche settimana fa pareva impresa disperata – assume sempre più i contorni di un obiettivo alla portata dell’undici di Foglia Manzillo, nonostante il pesante successo del Marcianise ai danni del Bisceglie. I tre punti consentono infatti ai gialloverdi di tirarsi fuori dalla zona play-out, scavalcando il Manfredonia.

In coda, un punto per il Gallipoli, che al Gobbato di Pomigliano riesce nell’impresa di recuperare il doppio svantaggio. La situazione dei salentini resta comunque critica, anche in virtù del pari interno dell’Aprilia, con i laziali che si tengono a distanza di sicurezza dal penultimo posto.

Raffaella Ascione