Il prete arrestato ha confessato le violenze sulla bambina

Secondo quanto raccontato dalla vittima, il prete di Trentola Ducenta era di casa, ed è stato proprio per questo rapporto familiare che si era creato che i genitori affidavano la piccola, tranquillamente, a quell’uomo e permettevano alla bimba di frequentare la chiesa. Ma qualcosa non andava.
La giovanissima vittima era inconsapevole di quello che stava accadendo tra di loro, e si confidava con il suo diario “Quello tra me e Don Michele è sesso o no?” scriveva. Ad un certo punto la ragazzina è arrivata a capire che quanto accadeva tra lei e il parroco era sbagliato, e così decise di raccogliere delle testimonianze attraverso un telefono cellulare, registrando le conversazioni durante i loro incontri. Registrazioni alla mano, la piccola chiese aiuto a due parrocchiani, ma nessuno le credette. Tutti i membri della comunità, che conoscevano benissimo Don Michele Mottola, non potevano credere che quell’uomo fosse capace di tali mostruosità. All’ennesima proposta da parte del prete, la vittima contrattacca e minaccia di dire tutto ai genitori. L’uomo cerca di persuaderla, dicendo che era consenziente, e anticipa la sua mossa andando a parlare lui stesso con i genitori, affermando che la figlia sta mettendo in giro delle voci false sul suo conto, voci infamanti. I genitori gli credono. Ma la piccola non si da per vinta, e torna di nuovo dai due parrocchiani a cui aveva chiesto aiuto in precedenza. Le ultime registrazioni realizzate non lasciano dubbi, il parroco ammette di aver avuto comportamenti “non consoni”, ma la sua confessione non va oltre questo. Il vescovo Angelo Spinillo, lo solleva dall’incarico I’8 novembre, e finalmente Don Michele viene arrestato. Il sacerdote è accusato di molestie e abusi sessuali. Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica di Napoli Nord, che è stata avallata dal gip del tribunale che ne ha disposto l’arresto in carcere, Don Michele sarebbe arrivato a baciare con la lingua la bambina, arrivando a “simulazioni di rapporti sessuali completi con sfregamento delle zone erogene”. Ha confessato gli abusi e si è detto «pentito». Poi ha chiesto scusa alla famiglia della sua vittima, che ha registrato i suoi incontri proibiti col sacerdote Michele Mottola e lo ha mandato in carcere. Questa mattina, don Mottola è parso «fortemente prostrato» dopo quattro giorni in carcere, a Secondigliano, nel reparto riservato ai predatori sessuali.