È il momento di non rinunciare all’esercizio del pensiero e all’uso della ragione.
Di non accondiscendere per sfinimento alle proteste scomposte e sin troppo scontate dei tuttologi e demagoghi di turno, che speculano sulla sofferenza purtroppo reale di tanti lavoratori e tante famiglie.
È assai facile, in questo momento, additare chi ha la responsabilità di prendere decisioni gravi, in un Paese prostrato eppure che resiste con dignità non inerte.
Purtroppo ci sono frangenti in cui si è costretti a scegliere il male minore, che solo chi ha una visione d’insieme e non parziale può identificare come tale.
Mi fanno paura più del corona virus la tracotanza e l’incoscienza di coloro che insinuano malcontento e sedizione tra i cittadini. Un atteggiamento pernicioso e superficiale. Non è corretto dare lezioni senza avere alcuna competenza, sobillare senza avere alternative valide da proporre, sottilizzare perdendo di vista la sostanza, minacciare senza curarsi dei più deboli, ironizzare senza conoscere realmente i termini del problema.
Io non sono in grado di dire se le misure varate dal Governo siano giuste o sbagliate. Ma penso che, se talune persone sono definite esperte, è perché hanno studiato e lavorato seriamente e duramente, maturando esperienza più degli altri in un certo ambito. I Latini ammonivano il calzolaio a non andare oltre la suola (“Sutor, ne ultra crepidam!”). Ognuno faccia il suo mestiere. O sennò, chi è abituato a criticare e a screditare, avanzi la sua proposta alternativa e costruttiva e accetti che ne venga testata la validità.
Sono stata educata al rispetto dei ruoli e delle istituzioni e ad essere obbediente in piedi, che vuol dire non rinunciare alla libertà di coscienza e al confronto dialettico.
Pertanto, ritengo doveroso che noi adulti diamo una testimonianza di responsabilità civica ai nostri giovani e ai nostri bambini, che si fidano di noi e si sono sacrificati sinora dandoci un esempio di straordinaria maturità; attenzione, loro ci guardano e, nel misurare la nostra coerenza tra parole e fatti, imparano da noi a diventare cittadine e cittadini, responsabili e pensanti.
TERESA STAIANO

