Il Pd pensa al contributo di solidarietà

Gli italiani sono o erano un popolo di risparmiatori, a chi legge la scelta, ma ora gli si chiede di essere solidali per contenere la povertà in aumento a causa del Covid-19.

Spunta il contributo di solidarietà a carico dei redditi più alti, su proposta del PD.

I cittadini con un reddito superiore a 80.000 euro potrebbero versare, per la parte eccedente tale soglia, un contributo definito “di solidarietà”; la somma elargita potrà considerarsi deducibile e potrebbe quantificarsi in un minimo di alcune centinaia di euro fino a decine di migliaia di euro per redditi superiori al milione.

I parlamentari del M5s invece, sono orientati, come da tempo rimarcano, al taglio degli stipendi dei parlamentari.

Per il movimento, la richiesta di ulteriori sacrifici agli italiani, sotto forma di patrimoniale, appare inopportuna, perché le risorse potrebbero trovarsi rimodulando le decisioni prese precedentemente sulla Tav e in Europa.

Tutto questo mentre il PD valuta il risultato economico che deriverebbe dal contributo di solidarietà ipotizzato, pari a circa 1,3 miliardi in un anno.

Ma quanti sono i contribuenti con redditi annui che superano la soglia degli 80.000 euro?

I dati riportati sul sito del dipartimento delle Finanze del Ministero dell’economia, riferiti alle dichiarazioni del 2018 indicano 803,741 contribuenti rientranti oltre il tetto stabilito che rappresenta l’1,95% del totale.

Solo 38.291 contribuenti dichiarano un reddito superiore ai 300mila euro (0,09%); 54mila i cittadini che dispongono di un reddito tra i 200 mila e i 300 mila euro annuo (0,13%); 86.805 quelli con un reddito tra i 150 mila e i 200 mila euro (0,21%); 123.000 coloro i quali dichiarano tra i 120 mila e i 150 mila (0,3%); 136.000 tra i 90 mila e i 100 mila euro (0,33%); 200.000 dichiarano tra 80 mila e 90 mila euro (0,49%).