Il mondo che verrà nel Laboratorio di Iperstizioni in Biblioteca

oznor

Una nuova esperienza da vivere quella del “Laboratorio di iperstizioni” presso la Biblioteca Pucci di Nocera Inferiore per mettersi alla prova, realizzando un elaborato attraverso il ricorso a nuovi scenari comunicativi e immaginare il domani in un modo del tutto nuovo.

Sono previsti 4 incontri con cadenza settimanale, ogni martedì chi vorrà potrà far parte di un gruppo che si porrà delle domande sulla personale idea di futuro.

I promotori dell’iniziativa sono due giovani studenti Cecilia Scarfò e Andrea Irace, rispettivamente iscritti alla facoltà di Scienze della Comunicazione e a quella di Scienze Politiche, motivati a confrontarsi sul tempo che verrà in una chiave insolita e affascinante;  coinvolta anche l’Assessore Federica Fortino sempre disponibile a dare voce ai giovani propositivi.

Le iperstizioni sono rappresentazioni della realtà, storie che producono effetti nel futuro il cui fondamento principale sono il marketing concettuale e la diffusione attraverso i media digitali.

Le tecnologie digitali, in questa accezione, devono essere intese come un prodotto sociale, l’approccio del Movimento Società accelerata (MSA) ha proprio questo intento, ossia quello di individuare nuovi immaginari ripensando i precedenti, prefigurando una nostalgia per un futuro perduto.

Il filosofo britannico Nick Land è l’iniziatore di questo movimento, nel saggio Meltdown, presentato in occasione di Virtual Futures nei primi anni ’90, introduce a quelle che considera le convergenze tra la filosofia e la cibernetica.

L’essere in un posto e anche altrove, accedendo alle molteplici realtà proprie di ciascun contesto, è la pratica da perseguire, e il mezzo principale attraverso cui è possibile realizzarla è internet.

L’idea che sottende il tutto è quella per cui il mondo si alimenta attraverso questo canale.

La fantascienza come altri generi di narrativa nati negli ultimi anni, è una delle possibilità attraverso cui uscire dallo schema sociale condiviso e superare i limiti dell’umano.

L’iperstizione si basa su 4 principi: l’esistenza di un elemento culturale efficace che si autorealizzi; la natura dell’elemento deve essere immaginaria e fungere da dispositivo nel tempo (assenza del tempo lineare, il futuro disgrega il passato agendo nel presente); è necessario un intensificatore di coincidenze; l’iperstizione rimanda ai grandi antichi, divinità immaginarie appartenenti all’universo immaginario.

Un mondo alle porte visionario come quello delineato è sicuramente suggestivo come quello proposto nei film di genere, ma il film sembrerebbe non avere più fine.