Oggi è San Marco, e di questo dovrei essere personalmente contento. Infatti lo sono, di più, ogni anno sempre di più, perchè coincide ogni volta con l’anniversario della Liberazione. Oggi sentirete e leggerete tante cose. Ci sono parole, però, più efficaci di altre. Oggi, coi partigiani sempre più rari fisicamente, il ricordo si alimenta proprio con le parole. Ad esempio quelle del poeta salernitana Alfonso Gatto: La chiusa angoscia delle notti, il pianto
delle mamme annerite sulla neve accanto ai figli uccisi, l’ululato nel vento, nelle tenebre, dei lupi assediati con la propria strage, la speranza che dentro ci svegliava oltre l’orrore le parole udite dalla bocca fermissima dei morti “liberate l’Italia, Curiel vuole essere avvolto nella sua bandiera”: tutto quel giorno ruppe nella vita con la piena del sangue, nell’azzurro
il rosso palpitò come una gola. E fummo vivi, insorti con il taglio ridente della bocca, pieni gli occhi piena la mano nel suo pugno: il cuore d’improvviso ci apparve in mezzo al petto.
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