Il dramma di Cisterna di Latina: la fine orrenda di una famiglia campana

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Solo cadaveri, una mattinata sconvolgente, fatta di sangue familiare, sangue napoletano residente a Cisterna di Latina. Gravi dubbi anche su quel che è accaduto a livello di comunicazione, sia con la propagazione della notizia in tv a dramma in corso ma con la possibilità di salvare la vita di due bambine, sia con l’uso dei social, facebook in particolare, per inviare prima appelli e poi insulti al protagonista. L’epilogo di una crisi familiare, la pretesa a senso unico che tutte andasse avanti nonostante la rottura di un rapporto.  È finita dopo oltre 9 ore. Luigi Capasso, 44 anni, si è tolto la vita dopo aver sparato alle due figlie di 8 e 14 anni. Prima però questa mattina, all’alba, l’uomo, un appuntato dei carabinieri, aveva atteso la moglie Antonietta Gargiulo, 39 anni, nel garage e le aveva sparato tre colpi con l’arma di ordinanza. Il militare, in servizio a Velletri, al termine del servizio è tornato a casa e ha colpito la donna: l’ha ferita alla mandibola, all’addome e alla scapola. E’in prognosi riservata, le sue condizioni sono gravissime. Capasso si è barricato in casa, dove ha preso in ostaggio le bambine.  Sul posto i carabinieri hanno cercato per ore di convincere il collega a uscire dalla casa disarmato liberando le figlie. Dopo che i negoziatori hanno capito che ormai non c’era più tempo perché da un’ora Capasso non rispondeva più, sono intervenuti reparti speciali del Gis arrivati da Livorno. Quando sono entrati hanno trovato solo cadaveri. Resta il sangue sparso e una domanda: senza tv e social le bimbe potevano salvarsi?