Il sindaco di Giffoni Sei Casali Francesco Munno ospita il critico d’arte al suo Castello Palazzo «Fortunato». Presenti importanti ospiti nell’ambito imprenditoriale e artistico: Vincenzo Falcone, proprietario del brand di fama internazionale «Golocious»; Antonia Trucillo, responsabile sourcing marketing manager e direttore dell’Accademia del caffè Trucillo; Davide Avolio, il giovane «poetastro» napoletano divulgatore di versi con i suoi 480mila follower; Antonio Cerra, art advisor e consulente di rilievo nell’arte contemporanea e bellezza.
Di Marco Visconti
La serata dal titolo shakespeariano si tiene il giorno 28 luglio alle ore 20:30 presso il dolce borgo di Sieti, pregiato per bellezza storica e artistica, incastonato, come un diamante di rara fattezza, nel parco regionale dei Monti Picentini. Qui, il «divulgatore di bellezza» Luca Cantore D’Amore – critico d’arte per importanti realtà imprenditoriali come Rocco Forte Hotel e Ralph Lauren in qualità di Ambassador per l’Italia – tripudia l’arte, la bellezza e letteratura con personaggi di grande caratura artistica e imprenditoriale del panorama italiano.

Tutte figure di successo e riconoscibilità solidamente legate da anni al critico d’arte, tra aspetti umani e professionali, che non solo raccontano la traiettoria artistica che Luca Cantore D’Amore ha saputo disegnare, rendendo le arti e la cultura un vero e proprio lavoro di successo, ma che sono anche portavoce di una serie di storie sulla contemporaneità per delinearne un profilo sociale-antropologico oltre che, per quella sera, ambasciatori di un elogio alla creatività e alla passione come materie vive, dinamiche e indispensabili per una vita aderente un’attualità sempre più esigente e imprevedibile. Questo evento vuole riscoprire inoltre il delicato borgo del Salernitano, caratterizzato dal suo lungo passato.

«I paesi, le amenità geografiche, i luoghi che mantengono intatta la loro dimensione di passato – spiega D’Amore – nei loro tempi dilatati e con i loro ritmi magmatici, profumano di verità e di profondità. Di autenticità inderogabile. Le metropoli che guardano solo al futuro, invece, con il loro incedere vertiginoso e nevrotico, sono spesso terreno fertile di superficialità e di spietatezza. Peccano, con ciò, pertanto, tremendamente di vacuità identitaria. Ecco perché sono profondamente innamorato dei territori locali: poiché detengono una genuinità e una purezza che non lascia spazio al falso, allo scintillio e a ciò che è luccicante senza contenuto».

«Sieti, come tutti i borghi d’Italia – continua D’Amore – è contemporaneamente contenuto e contenitore di stupore e freschezza, di tradizioni che vanno difese e tutelate senza imbarazzi: affinché si possa rendere la provincia il centro valoriale e identitario delle nostre vite, giacché è lì che affondano le nostre radici più lontane e schiette. E sono convinto che, con una sapiente valorizzazione culturale e storica, la quale già sta avvenendo, e passa anche da iniziative come questa, così come la povertà spesso detiene una ricchezza immateriale da lasciare disarmati, il futuro dell’Italia passerà soprattutto dal suo passato e dalla riscoperta di determinati ideali. Sono molto legato a Sieti – sottolinea D’Amore – la frequento da sempre per via della mia antica amicizia con Antonio Cerra, art advisor, ospite della serata. Oltretutto è un luogo che mi ha accolto, insegnato tanto e protetto in molte circostanze della mia vita, tra cui quella tragica, un anno fa, della scomparsa di mio padre: a cui questa sedata è dedicata. Qui, tra le mura e i sentieri del Paese, ho trovato una vera e propria dimensione di casa e di famiglia, da sempre».

La serata, introdotta dal sindaco di Giffoni Sei Casali Francesco Munno e moderata dal medico e scrittore Maurizio Pintore, prevede gli interventi principali di Antonia Trucillo, top 30 under 30 Europa per Forbes, imprenditrice, marketing manager e accademica; Davide Avolio, tra i più seguiti e riconosciuti poeti e divulgatori letterari d’Italia; Vincenzo Falcone, tra gli imprenditori più noti e stimati del Paese, founder di «Golocious» e pioniere della cultura food sui social network; Antonio Cerra, art advisor e consulente di rilievo nell’arte contemporanea e per il collezionismo. Non manca per l’occasione di parlare del primo libro di D’Amore, «L’estetica del decanter», edito da «Il Papavero» nel 2019 per osservare la sua ossigenazione a distanza di 5 anni dalla sua pubblicazione.

«L’estetica del decanter» di Luca Cantore D’Amore
Il testo descrive il lato astratto della vita: quello ineffabile e sfuggente delle emozioni e degli stati d’animo, dei sentimenti e delle sensazioni. In un intreccio tra malinconia e divertimento si srotolano le avventure del protagonista che riflette, in prima persona, sull’assenza di senso dell’esistenza; oscillando tra l’ironia, il sarcasmo, il giudizio e una patina di nostalgia, dell’animo controverso, paradossale e riflessivo del personaggio principale. Attraverso un’indagine di sfumature di vita e di emozioni sotterranee, questo libro crea un’architettura sentimentale, una mappatura del mondo, che ha l’ambizione di affrontare la profondità della vita con enorme superficialità e viceversa. Ogni dettaglio, descrizione o aggettivo, contribuisce a delineare una visione, grazie all’analisi meticolosa e all’incasellamento maniacale di ogni sfumatura o personaggio. Con sullo sfondo della storia, la presenza costante, metaforica e ingombrante della neve. L’intero significato del libro si potrebbe riassumere nel suo titolo, ermetico e fuorviante: il decanter, infatti, per la sua forma sinuosa ed essenziale, si consolida nell’immaginario di molti come un oggetto dalla indiscutibile eleganza e bellezza.


