Il consigliere Pauciulo sul convegno delle polemiche: “L’endorsement del vicesindaco è fuori luogo”

 

“Perché non mi definisco gay” è il titolo del convegno, previsto il 29 Maggio alla Cittadella della Carità, che ha scatenato furenti polemiche ad Angri e ha portato alla ribalta nazionale la città doriana. Sulla questione è intervenuto il consigliere Alfredo Pauciulo, trent’anni di battaglie da radicale, laico e per la libertà.

Il consigliere ha parlato sua storia politica e delle battaglie per i diritti portate avanti come testimonianza produttrice nel tempi di quei semi antropologici affinchè un giorno tutte le persone potessero esprimere le loro libertà. Nonostante la condanna al vicesindaco D’Ambrosio, che ricoprendo un ruolo pubblico avrebbe dovuto rendere partecipi gli altri membri della maggioranza e la Giunta, Pauciulo ha evidenziato l’importanza dell’espressione libera di ogni idea che se non condivisa può essere confutata e mai censurata.

“Tutta la nostra amministrazione si è dichiarata in un modo o nell’altro contro l’omofobia e ha considerato l’uscita del vicesindaco Giuseppe D’Ambrosio quantomeno infelice. La manifestazione è di carattere privato perché si svolge in una struttura appartenente alla diocesi. In quanto radicale con trent’anni di battaglie e la maggior parte delle volte candidato nelle liste radicali, pur sapendo già con certezza di non essere eletto, mi sono schierato ben volentieri perché ero convinto che quella testimonianza potesse nel tempo produrre i semi antropologici affinchè avvenisse un giorno che tutte le persone potessero esprimere le loro libertà.

Oggi, dopo trent’anni e tante candidature non fatte a vuoto, come pensano i “puri” della politica, sono contento di averlo fatto perché mi capita frequentemente di vedere persone dello stesso sesso che si baciano per strada. In quel momento penso che tutte quelle candidature, quelle raccolte firma o altre manifestazioni che ho fatto ad Angri e in altre parti non sono andate a vuoto ma sono servite alle nuove generazioni per avere non ancora la completa libertà, ma molta più libertà rispetto al passato di esprimere i propri naturali orientamenti sessuali. Citando un detto volteriano, da radicale e da laico mi batto affinchè qualsiasi idea possa essere espressa anche se non la condivido; soprattutto se in questo laicamente non interviene l’istituzione e se c’è una struttura privata che organizza un dibattito su un argomento che è dimostrato scientificamente essere superato. Dunque non posso diventare a mia volta un censore perchè tradirei la mia stessa tradizione di libertà. È giusto invece che io confuti quella tesi e difenda non la mia storia ma le storie per cui mi sono battuto: di libertà, in questo caso di quelle individuali e di diritti civili così che le coppie omosessuali potessero liberamente amarsi e avere gli stessi diritti che hanno le coppie eterosessuali. Infatti noi di Uniti per Angri siamo stati i primi in consiglio comunale a presentare un regolamento sulle unioni civili.

Ritengo fuori luogo l’endorsement fatto dal vicesindaco Giuseppe D’Ambrosio rispetto a questa iniziativa, rispettando però il suo pensiero, ma va detto che è un fatto privato e sarebbe stato utile che nella sua veste di pubblico ufficiale farne almeno partecipi gli altri componenti del consiglio e della Giunta in modo da poter esprimere pubblicamente come propria questa posizione che non è condivisa nè da sindaco, nè da me e dal gruppo Uniti per Angri e per quanto mi risulta nè dalla totalità della maggioranza. Rispetto il dott. D’Ambrosio come medico e come amico ma non posso accettare che si torni anni indietro e sono dispiaciuto per quella che ritengo una caduta di stile. Voglio ricordare il mio maestro Marco Pannella che lo scorso 2 maggio avrebbe compiuto 88 anni e proprio oggi 19 maggio ricorrono due anni dalla sua dipartita.”