Le istituzioni non ascoltano il grido degli sfollati della Vela Celeste. Mancano pasti, acqua e luoghi adeguati per pernottare, Il gruppo protesta con il fine di avere risposte da parte delle istituzioni.
Di Marco Visconti
Le vele di Scampia rientrano nel progetto “ReStart”, il cui costo è di circa 159milioni di euro. Il progetto prevede la demolizione delle vele, rispettivamente Gialla e Rossa, la riqualificazione della Vela Celeste, la costruzione di 433 nuovi alloggi. Ben poco di tutto questo è stato fatto, destino della sorte vuole che proprio nella Vela Celeste, dove si prevede il piano di riqualificazione negli anni 2024-2025, si è consumata la tragedia. Lunedì 22 luglio c’è stato il crollo di un ballatoio nella Vela, causando feriti e morti: Roberto Abbruzzo; Margherita Della Ragione e Patrizia Dalla Ragione. I funerali si terranno lunedì 29 luglio, saranno celebrati dal vescovo di Napoli Mimmo Battaglia dalle ore 9:30 in piazza Giovanni Paolo II.

Ci sono gli sfollati della Vela Celeste che chiedono aiuto, chiedono luoghi adeguati dove pernottare, invece si ritrovano a sostare in luoghi precari come l’università “Federico II” sita nel quartiere Scampia, anche se alcune redazioni hanno additato questa azione come “occupazione abusiva”. Invece, quegli spazi, rientrano nel complesso di riqualificazione dove ci sono gli abitanti delle Vele. Tutti conoscono lo stato precario in cui versano le Vele, non è una novità di oggi, frutto di risposte tiepide da parte delle istituzioni locali. Le non risposte hanno portato al triste epilogo. Ma al danno si aggiunge la beffa: i messaggi di solidarietà per le vittime da parte di politici noti, facendo la solita sfilata sui red carpet del momento, non portando a nulla di concreto, in questo caso, per i residenti della Vela Celeste. Invece sono stati proprio gli abitanti di Scampia e alcuni artisti locali a fornire aiuti concreti ai residenti della Vela. Ne è una prova la dichiarazione del Comitato Vele.
“Adesso basta! – sottolinea il Comitato – come ribadiamo dal primo giorno, solo l’autogestione degli abitanti delle Vele ha potuto far fronte ai bisogni delle famiglie che stanno dormendo all’università esclusivamente grazie al sostegno dei cittadini e degli artisti, a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti. In questa enorme tragedia , in cui hanno perso la vita tre persone e in cui ci sono feriti che dovranno ricevere cure e assistenze probabilmente a vita, ci chiediamo com’è possibile che le istituzioni non siano riuscite, a distanza di sei giorni, a organizzare una macchina istituzionale e ad attivare da subito un piano emergenziale adeguato alla situazione. Come accade da sempre in Italia dinanzi alle grandi tragedie.
Neppure l’acqua e i pasti sono stati distribuiti in maniera adeguata alle esigenze della nostra gente.In questo quadro abbiamo appreso di una delibera che il Comune starebbe approvando per stanziare un fondo destinato al sostegno alle famiglie sfollate. Non capiamo concretamente come questo stanziamento possa rappresentare una soluzione immediata e realistica per le famiglie rimaste senza casa. Per questa ragione convochiamo per martedì alle 17:30 una manifestazione cittadina a Piazza Dante. Pretendiamo un’assunzione di responsabilità immediata da parte di tutti i livelli istituzionali e chiarezza rispetto al destino delle famiglie. Chiediamo alla città, agli artisti, di continuare a sostenerci, di partecipare al corteo accanto al popolo delle vele perché quello che è accaduto e che sta accadendo non riguarda solo le Vele di Scampia bensì tutta la città”.

