I tifosi della Juve Stabia: “Non siamo camorristi”. E puliscono lo stadio

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“Ci chiamano camorristi, ma puliamo gli spalti del settore ospiti”. Poche parole, semplici ma potenti, che raccontano più di mille comunicati. È questo il messaggio lanciato dai tifosi della Juve Stabia, protagonisti di un gesto di civiltà e dignità che vale più di qualsiasi difesa formale. Dopo il prezioso pareggio ottenuto a Padova, i sostenitori gialloblù hanno deciso di ripulire completamente il settore ospiti, raccogliendo rifiuti e lasciando gli spalti in perfetto ordine.

Un atto simbolico, ma anche profondamente concreto, arrivato in una delle settimane più difficili nella storia recente del club stabiese. La notizia del commissariamento giudiziario della società, a causa di presunte infiltrazioni camorristiche nelle ditte che fornivano servizi, ha scosso l’ambiente e riacceso vecchi pregiudizi nei confronti di una città che da anni cerca di affermare la propria parte sana e laboriosa.

La risposta del popolo gialloblè

I tifosi stabiesi non hanno voluto restare in silenzio. Hanno scelto di rispondere con un gesto, non con le parole, ribaltando lo stereotipo che troppo spesso accompagna le realtà del Sud. “Siamo una città che soffre ma che sa rialzarsi – raccontano alcuni sostenitori – e non accettiamo di essere giudicati per le colpe di pochi. Noi siamo gente perbene, appassionata, e amiamo davvero la Juve Stabia”. L’immagine dei tifosi che raccolgono bottiglie e cartacce dopo il fischio finale si è diffusa rapidamente sui social, diventando un simbolo di orgoglio e appartenenza. Non è la prima volta che accade: anche in passato, la tifoseria stabiese aveva già compiuto gesti simili in trasferta, lasciando sempre puliti i settori ospiti come segno di rispetto verso gli altri club e verso la propria città.

La dignità di una comunità

In un momento in cui la Juve Stabia è sotto i riflettori per motivi extracasistici, il comportamento dei tifosi rappresenta un manifesto di civiltà. La squadra di mister Abate, reduce da un ottimo punto su un campo difficile come quello di Padova, ha mostrato compattezza e spirito di gruppo; sugli spalti, i tifosi hanno dimostrato che l’amore per questi colori va oltre ogni ombra e oltre ogni sospetto. Il gesto assume un significato ancora più profondo perché arriva in un contesto in cui la società e l’intera comunità stabiese cercano di difendere la propria identità. “Non siamo una città di camorristi – dicono i tifosi – ma di lavoratori, famiglie, giovani che credono nello sport pulito. La Juve Stabia è parte della nostra storia e vogliamo che resti simbolo di passione, non di pregiudizio.”

Una lezione di civiltà che vale più di mille parole

In un calcio spesso segnato da episodi di violenza, razzismo o degrado, il gesto dei tifosi della Juve Stabia spicca per semplicità e valore morale. È un modo silenzioso ma potente per dire che la passione sportiva può essere veicolo di cultura, rispetto e responsabilità.

Allo stadio “Euganeo” di Padova, non è stata solo la squadra a guadagnare un punto prezioso in classifica: lo ha fatto anche una città intera, che attraverso il comportamento dei suoi tifosi ha voluto difendere la propria dignità.

La Juve Stabia, sul campo e fuori, sta provando a rialzarsi. E se il calcio, come spesso accade, è lo specchio di una comunità, allora Castellammare di Stabia può guardarsi allo specchio con fierezza. Perché ripulire gli spalti, in un momento così difficile, è molto più di un gesto: è una dichiarazione d’amore verso la propria terra.