I racconti di Carmine Lanzieri Battaglia

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TUTTOLOGICAMENTE PARLANDO

È già capitato che io abbia scritto della “tuttologia “ dilagante, cioè di quel modo che abbiamo di occuparci di tutto, di sapere tutto, di insegnare tutto.

Non stiamo lì a chiederci o, meglio ancora, a chiedere a chi di competenza, no non se ne sente la necessità. Siamo entrati ormai nell’era della “canoscenza”, il che non sarebbe neanche male, solo che purtroppo ci siamo arrivati direttamente dall’età del bronzo; qualcuno addirittura partendo dal Neanderthal.

Certo che nell’epoca delle notizie in tempo reale c’era da aspettarselo questo appiattimento della comunicazione, la necessità di raggiungere ed informare quante più persone nel minor tempo possibile, favorisce il cosiddetto “copia ed incolla” che ormai caratterizza l’informazione distribuita in qualsiasi forma.

E questo ha fatto sì che i professionisti della tuttologia, prosperino. C’è da dire anche che le istituzioni e chi le rappresenta, contribuiscono in maniera consistente al dilagare di questo fenomeno.

Ormai se vuoi sapere qualcosa, anzi se devi essere informato, Facebook e gli altri social, contano più dell’albo pretorio comunale, delle bacheche scolastiche, della gazzetta ufficiale. Un sindaco, un dirigente scolastico, un qualsiasi rappresentante pubblico, deve necessariamente comunicare via social, altrimenti non vale.

E chi legge sui social si sente in dovere di “commentare”, di dire, democraticamente, la sua. E spesso si crea il pasticcio, perché chi legge, il più delle volte salta a conclusioni senza aver preso visione di tutto, si autoconvince che può dare sentenza solo grazie al fatto che gli è consentito.

Ed allora il sindaco parla della scuola, il dirigente scolastico parla del traffico, il rappresentante pubblico parla del tempo ed il cittadino tuttologo si arrampica sul pulpito e spara sentenze. Succede così che l’orario scolastico di un istituto venga rivoluzionato perché i genitori hanno protestato sui gruppi di WhatsApp, dello stazionamento in assembramento dei genitori degli alunni di un altro istituto venga accusato il dirigente scolastico, con ingiurie ed accuse infamanti nei post di Facebook.

La megalomania di alcuni personaggi che ostentano la propria competenza e conoscenza, sta mettendo a dura prova la pazienza e l’educazione di tanti bravi cittadini che invece provano a vivere in un paese dove il più delle volte sopravvivere è già una vittoria.

Un esempio su tutti viene dall’attacco alla Casa Bianca da parte di alcuni sostenitori del presidente americano uscente, da lui aizzati. Non voglio dire che ad Angri rischiamo la rivoluzione, ma certamente non è stato un bel momento quello testimoniato dai social e vissuto da un rappresentante dei genitori che battibeccava furiosamente con una docente, tra ragazzini in uscita da scuola, genitori nervosi ed arrabbiati e traffico veicolare in tilt.

Io credo che si debba e si possa tornare alla “competenza”, in pratica ognuno dovrebbe occuparsi di ciò che sa fare, o che crede di saper fare, senza impicciarsi, più o meno democraticamente, delle faccende altrui.

Ci guadagneremmo tutti, anche i tuttologhi in questione, perché se è vero che la prima fonte di guadagno è il risparmio, loro ci guadagnerebbero in credibilità e salute, risparmiando un sacco di brutte figure.