I racconti di Carmine Lanzieri Battaglia “Vizi privati e pubbliche virtù”

Continuo a meravigliarmi, purtroppo, di quello che accade nei giorni che scorrono, anzi, che corrono.

Giorni scanditi da “orologi” che non sempre rappresentano il tempo che passa secondo i nostri parametri, la nostra misurazione; neanche il quadrante è commisurato al nostro modo di vedere le cose.

Mi chiedo: possibile che siamo talmente volubili, che siamo portatori di pensieri volatili, pregni di contenuti impalpabili, appesantiti da ragionamenti completamenti privi di ogni considerazione logica?

Si, se si guarda alle polemiche che imperano un poco ovunque, si è possibile, anzi conseguenziale. Noi pecoroni, che bruchiamo erba anche di pessima qualità, quando siamo fuori dai confini del nostro paesotto, diventiamo lupi famelici e divoratori di prelibate costolette di agnello paesano, quando invece si sentiamo al sicuro sotto la campana protettiva garantita dal nostro paese natale.

Noi che pensiamo di avere il miglior santo protettore; noi che ostentiamo una festa patronale, che altrove sarebbe considerata una mera sagra di quartiere; noi che i nostri locali sono i più alla moda, che il nostro castello è l’ennesima meraviglia del mondo, quelli che la villa comunale ce l’abbiamo solo noi.

Noi che siamo l’unico paese al mondo dove non si vota il progetto ma la persona, noi che fuori dalla cabina elettorale siamo ics e dentro magicamente diventiamo ipsilon.

Noi che gli altri puzzano come il loro fiume, oppure sono dei pezzari o magari ignoranti come ciucci, noi che siamo una spanna sopra tutto il resto; proprio noi angresi, siamo il peggior guaio che ci poteva capitare: essere (come direbbe Cetto) “convintamente” noi stessi fino alla fine.

Ed ora tutti uniti contro il nemico comune, il “parcheggiatore abusivo”.

Già, ho sentito di mobilitazioni di massa, di “controverniciatori” stradali, di paladini del diritto acquisito, di firmatari di petizioni popolari alla ricerca del consenso perduto: tutti uniti (mi ripeto), in difesa dei cittadini vessati e tartassati, quegli stessi cittadini che appena fuori dai confini comunali, svestono l’abito da lupo mostrando il vello da pecoroni quali sono.

Eppure era ben chiaro l’intento di questa amministrazione: privatizzare, favorire la gestione privata di pubblici servizi; a partire dalla “pubblica” illuminazione, proseguendo per i servizi cimiteriali ed arrivando (per ora) alla gestione delle aree adibite a parcheggio.

Malgrado le intenzioni chiaramente manifestate, i cittadini hanno premiato l’amministrazione uscente, ed ora tutti a piangere lacrime di coccodrillo.

Ma io non ci sto, ho più volte denunciato con i miei scritti, gli abusi perpetrati da cittadini prepotenti a danno di chi promuove, o almeno ci prova, la civile convivenza; ed ho posto all’attenzione di tutti anche la questione dei parcheggi, stigmatizzando il comportamento di chi si “appropria” delle aree di sosta non a pagamento (le aree delimitate da strisce bianche), lasciando il proprio veicolo parcheggiato per giornate intere, senza per questo considerarsi scostumato, maleducato, prepotente e villano.

Invece di prendersela con chi ha legittimamente (a fronte di un contratto sottoscritto liberamente da ambo le parti) ottenuto la gestione di un servizio, secondo me bisognerebbe porre attenzione all’altra faccia della medaglia, e scovare quelli che approfittano delle situazioni senza curarsi minimamente degli altri.

Io propongo che tutte le aree adibite a sosta non a pagamento e delimitate dalle strisce bianche, vengano regolamentate con il sistema del disco orario, concedendo la sosta per un tempo limitato e congruo alle commissioni che possono essere svolte nelle zone limitrofe.

Basta con chi usa le strisce bianche come parcheggio privato!

Cominciamo ad educare noi stessi provando ad essere coerenti, cambiando la mascherina protettiva (quella si) due volte al giorno, ma senza mascherare le nostre intenzioni con falsi sorrisi, ipocrite prese di posizione, machiavelliche giustificazioni.

Invece di cercare un nemico comune per dimenticare la nostra piccola quotidianità, uniamoci contro i nemici veri, quelli che tramano senza aver bisogno del buio, quelli che stanno fagocitando il nostro paese forti di un suffragio popolare, guadagnato non grazie ai programmi o ai progetti, ma grazie al “voto contro”.

Facciamo fronte comune, rivoluzioniamo il nostro paese ed il nostro modo di pensare.

Carmine Lanzieri Battaglia