I racconti di Carmine Lanzieri Battaglia. “Una vittoria di Pirro”

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Alla fine ci sono riusciti, hanno vinto. Il consiglio di istituto, i genitori firmatari della petizione che ne chiedeva l’allontanamento, il deputato del Movimento 5 Stelle eletto nella circoscrizione, che a sua volta ha appoggiato la richiesta, i consiglieri comunali che hanno portato la vicenda in consiglio comunale, hanno vinto tutti.

Il dirigente scolastico del 1° Circolo Didattico di Angri, scuola “fiore all’occhiello” della nostra ridente cittadina, è stato rimosso dal suo incarico e destinato a diverso impiego, altrove. Soprattutto altrove. Come mia abitudine non entro nel merito della vicenda visto che non ne conosco le motivazioni, ma ne ho contezza solo per sentito dire o per aver letto un paio di “pezzi” di taglio giornalistico apparsi sulla stampa locale o sulle news rilanciate dal web.

Quindi non mi permetto di prendere le parti di alcuna fazione in contrasto, mi limito a salire sul patibolo che calpesto ogni volta che tento di perseguire la verità, infilo la testa nel cappio ed aspetto che il nodo spezzi il mio collo. Già perché arrogarsi il diritto alla verità non è altro che soccombere al termine di un processo con relativa sentenza di colpevolezza. Chi crede ancora nella verità, soffre perché non si accontenta di quello che passa sotto i suoi occhi, deve invece indagare, scomporre e ricostruire, confrontare e discernere, saziarsi e digiunare, solo così ne può assaporare il piacere “amaro”.

Ma questo non è l’argomento di questa mia riflessione, stavolta, e mai come stavolta, sono qui a raccontare di quanto può essere triste e dolorosa una vittoria a discapito delle istituzioni. Provocare la rimozione del dirigente scolastico del 1° Circolo Didattico in realtà è una sconfitta per tutti, per il semplice fatto che “l’azione di comando” è stata indotta, causata, dalle intemperanze di chi non ha mai accettato la scomoda presenza. Non vi è stata una valutazione oggettiva da parte del suo diretto superiore, no, piuttosto sono intervenuti “agenti esterni” che hanno imposto una scelta nel nome del quieto vivere. Ed ecco che “attori” non protagonisti della vicenda (consiglio comunale e deputato alla camera), hanno coverizzato chi doveva decidere imponendogli un’azione, forse non voluta, certamente non auspicabile.

Ed è un precedente che chiederà il conto negli anni a venire, peserà nelle scelte di chi tira e tirerà le redini dei cavalli da soma aggiogati al carro di questa malconcia democrazia. Chi grida vittoria in questo momento, è un moderno Pirro, inconsapevole che certe vittorie, pesate sulla bilancia delle conseguenze future, in realtà non sono altro che una sconfitta per tutti, di tutti. Chi occuperà la poltrona dirigenziale del 1° Circolo Didattico o di qualsiasi altra istituzione scolastica nel nostro comune, saprà che non avrà a che fare solo con i problemi della scuola, ma anche e soprattutto, dovrà combattere una dura battaglia di libertà contro chi pretende di avere un ruolo dove ruolo non ha.

Del resto in un mondo governato dalla tuttologia, l’apparire inganna ancora, e la sostanza, che dovrebbe guidare ogni saggia decisione, viene mortificata e sacrificata sull’altare del già citato “quieto vivere” con buona pace del futuro dei nostri figli.