Ho un bel ricordo, tra i tanti, di quanto ero ragazzo e per strada, tornando da scuola, trovai una banconota da mille lire. Successe nei primi anni settanta, avrò avuto otto o nove anni, all’angolo di via del Maio a terra c’era questo foglietto umido ed accartocciato, forse caduto dalla tasca del pescivendolo (era di venerdì); quel giorno fu fortunato per me e sfortunato per chi lo perse, mille lire di allora erano soldi, specialmente per me che crescevo in una famiglia operaia.
In quel tempo per strada si trovava un po’ di tutto: lattine vuote, pacchetti di sigarette, fazzoletti usati ed altro. Poi sono cambiati un poco i materiali ad imbrattare le strade: fino ad un paio di anni fa non ci si meravigliava più di imbattersi in qualche profilattico oppure qualche siringa usata da uno sventurato tossicodipendente, passando in qualche zona poco frequentata era d’obbligo lo slalom tra gli escrementi dei cani portati a spasso da “padroni” attenti alle esigenze dei pelosi ma irrispettosi verso gli altri utenti dei marciapiedi.
Oggi siamo di fronte ad una nuova svolta su “quel che resta” lungo le nostre strade: ci sono sempre gli escrementi, sono quasi sparite le siringhe e i profilattici, ma sono apparsi nuovi elementi a colorare l’acciottolato comunale. Sono le mascherine usate per combattere il virus e la pandemia. Malgrado la raccomandazione forte di “conferire” questi materiali in modo sicuro e rispettoso dell’ambiente e della salute pubblica, non c’è angolo di strada dove questi oggetti non la fanno da padrona.
Siano esse azzurre, bianche, nere o multicolore le trovi ovunque, quasi fosse obbligatorio buttarle in strada quasi a dimostrare che vengono utilizzate come previsto dalla legge. È parecchio che non trovo soldi per strada, si vede che non ce ne sono abbastanza da poterne perdere; invece sembra proprio che da perdere ci sia altro: ad esempio il tempo (piegati su un cellulare), oppure la dignità (soccombendo agli effimeri bisogni quotidiani), o addirittura la testa (sballottati tra opinionisti da salotto e presunti esperti).
Speriamo che una volta persi, qualcuno ci trovi, e che di noi faccia un uso dignitoso, piuttosto che lasciarci sul bordo delle strade come una mascherina usata.

