I Racconti di Carmine Lanzieri Battaglia “Propositi per l’anno nuovo”

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Verrebbe da dire che non ci si deve meravigliare più di niente, eppure ogni tanto accadono dei fatti che lasciano veramente senza parole, anzi senza un perché.

Riguardo quello di cui vi voglio parlare, ho bei ricordi di un film e di un’opera teatrale del compianto Eduardo. Mitica è la scena da “Il marchese del Grillo”, quando Albertone Sordi per puro spirito goliardico e per dimostrare che alla nobiltà romana dell’epoca tutto era concesso, si rifiuta di pagare tale Aronne Piperno, maestro ebanista, che ha realizzato su sua precisa richiesta un mobile in legno; a suffragio della sua tesi, anche in tribunale, dove l’onesto lavoratore chiede giustizia, il potere dei soldi e del casato fanno si che il marchese vinca la causa, anche se poi lo stesso nobile incarica un suo faccendiere di saldare il conto all’ebreo Piperno.

Nella famosissima commedia di Eduardo De Filippo “Non ti pago”, avviene un fatto veramente curioso, quando Ferdinando Quagliuolo (interpretato da Eduardo) si rifiuta di corrispondere al genero Mario Bertolini (nella trasposizione cinematografica interpretato da Peppino De Filippo), i soldi di una vincita al lotto, sostenendo che il sogno da cui erano stati ricavati i numeri giocati, non era destinato al Bertolini ma a lui stesso.

Non sto qui a dilungarmi nella trama delle due opere, che è intricata ma piacevole e divertente, il mio obiettivo è quello di attirare l’attenzione del lettore sulle motivazioni del mancato pagamento, che possono essere assurde, inconcepibili, irrazionali etc. ma pur sempre riconducono ad un ragionamento, ad un modo di fare, ad un’abitudine, ad un atto di forza derivato da uno stato sociale che lo permette. Quindi io non mi sono meravigliato di tali atteggiamenti. Ben diversa è invece la mia reazione quando, almeno all’apparenza, accadono cose senza un motivo chiaro.

Mi riferisco, manco a farlo apposta, a quello che è successo (anzi che NON è successo) ad Angri. Ne hanno parlato un poco tutti i media locali: gli impiegati comunali di Angri non hanno ricevuto lo stipendio di dicembre compresa la tredicesima mensilità, in tempo per il Natale, normalmente accreditati il 23 del mese, gli emolumenti stavolta non sono stati fruibili almeno fino a dopo Santo Stefano.

Da buon osservatore e curioso quale sono, la domanda mi è sorta spontanea: “Perché? Cos’hanno fatto di male questi ragazzi? Qualche buontempone comunale ha fatto loro uno scherzo? “. Non sembra proprio che a monte di questo episodio ci siano delle motivazioni di questo genere, piuttosto pare che ci sia stato un ritardo nel preparare gli stipendi stessi da parte dell’ufficio comunale preposto. Un’ennesima prova, semmai ve ne fosse stato bisogno, delle carenze strutturali nell’attuale amministrazione.

Mi chiedo se invece le indennità percepite da Sindaco ed assessori vari, siano state regolarmente accreditate, ma non conta nulla saperlo.
Ne ho già parlato tempo fa, questa è un’amministrazione veramente disordinata che una città come Angri non merita. E lasciatemelo dire, sarebbe ora che, spinto da un senso di responsabilità verso noi cittadini, il Sindaco dovrebbe sciogliere il consiglio comunale, rimandare a casa gli assessori e rimettere il mandato agli elettori; ma prima di ogni altra cosa, il primo cittadino dovrebbe chiedere scusa a noi tutti, per tutto quello che è stato fatto (male) e per tutto quello che invece non è stato fatto.

Trovo che sarebbe un buon proposito per l’anno nuovo.