I Racconti di Carmine Lanzieri Battaglia. Pino Daniele i suoi primi 40 anni dal concerto di Piazza Plebiscito

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“Guagliò! – alle dieci del mattino la voce di mio zio risuonò tanto forte e improvvisa che rimasi congelato all’istante – Ma lo sai che tua mamma è in pensiero che non ti vede da ieri pomeriggio? Pensa a tornare subito a casa invece di stare qua a perdere tempo!” Decisamente il disagio dovette essere molto, visto che a distanza di 40 anni me ne ricordo ancora come se fosse ieri.

Essere apostrofati in tale modo, davanti agli amici della piazza mi imbarazzò al punto che feci finta di nulla e restai ancora per un’ora a ciondolare, anche se le “farfalle” che hanno sempre abitato il mio stomaco, presero a volare e a sbattere le ali così violentemente da fare male.

Avevo passato la notte fuori casa, a Napoli, perché del gruppo di ardimentosi ragazzi che avventurosamente si erano recati nel capoluogo il pomeriggio del giorno prima, in quattro avevamo perso l’ultimo autobus e l’ultimo treno.

Miscellaneous |1981 – PINO DANIELE OFFICIAL

Ricordo che, per non restare sulle fredde panchine della stazione ed in preda ai fumi dell’alcool e non solo, avevamo impegnato uno scompartimento del treno locale, che sostava in attesa di partire poco dopo le cinque e che in circa un’ora ci avrebbe lasciati sul marciapiede della stazione di Angri.

Nel dormiveglia nessuno sentì gli agenti della Polizia Ferroviaria che allertati forse da qualche inserviente, cercavano di “riportarci” con i piedi per terra; fummo quindi svegliati di brutto e praticamente trascinati nel commissariato della stazione. Apriti cielo quando scoprirono che di noi quattro solo in due erano in possesso del regolare biglietto ferroviario; in fila e confusi tra altri fermati per le ragioni più disparate, ognuno di noi ricevette la sua dose di urla e schiaffi, scuotimenti e male parole, come punizione per aver infranto la legge e per aver osato sostare nel treno fermo senza aver pagato “l’affitto” del posto a sedere.

Avevamo fatto tardi e quindi perso la possibilità di rientrare ad Angri prima di notte, perché durante il tragitto da Piazza del Plebiscito a Piazza Garibaldi, ci eravamo fermati più volte, per guardare vetrine chiuse ma illuminate, per fumare e per fare pipì, per comprare dolci stantii ma ben presentati e per sorseggiare l’ultimo caffè della sera prima che i bar su Corso Umberto chiudessero i battenti.

Il fiume umano che riempiva i marciapiedi del famoso Corso di Napoli, era composto da ragazzi e ragazze che avevano avuto la fortuna di vivere un momento che successivamente è stato definito storico: quella sera noi e duecentomila altri innamorati della musica e della vita, non avevamo realizzato fino in fondo quello che era successo, a noi era bastato esserci ed aver ballato, cantato, bevuto e fumato, insieme a tanti altri, senza pagare e senza pensieri per una sera piena di stelle.

Tra i tanti c’erano quelli della prima fila, quelli che si erano arrampicati sui monumenti e sulle strutture, quelli che erano stati sulle spalle e quelli che, fregandosene, erano rimasti seduti per terra. Io mi ricordo di aver passato tre ore arrampicato su una torre allestita per i fari, avevo cantato le canzoni e seguito il ritmo di quel gruppo di musicisti che avrebbero poi segnato la mia vita e quella di tanti altri ragazzi di quella generazione.

Pino Daniele, James Senese, Tullio De Piscopo, Enzo Avitabile, Rino Zurzolo e Joe Amoruso, stavano sul palco, ognuno con il suo strumento, noi ragazzi eravamo in estasi, ognuno con i suoi sogni, ognuno con il suo domani.

Quel concerto ora vecchio di 40 anni mi riporta indietro nel tempo e con la consapevolezza di oggi, rifarei tutto, anche perdere l’ultimo treno per passare la notte fuori casa.

In più, però, farei una telefonata, a mia mamma, per dirle che avrei fatto tardi ed evitarle così tutti i brutti pensieri che fa ogni madre, quando si sveglia e trova il letto del figlio vuoto.

Concerto di Pino Daniele, piazza del Plebiscito Napoli ’81 >>> https://www.facebook.com/watch/?v=10155566716418725