I racconti di Carmine Lanzieri Battaglia: “Non c’è peggior sordo…”

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Non sono certo l’unico che scrive a proposito delle “gesta” di questa amministrazione e del suo paladino (il mio meritato sindaco); praticamente ogni giorno, scorrendo gli articoli che le testate locali pubblicano, si ritrovano cronache che riguardano il palazzo di città ed i suoi “residenti”.

Confesso ed ammetto tranquillamente che il più delle volte io ho un atteggiamento critico, come del resto molti altri, anche se non mancano plausi e riconoscimenti all’operato dei nostri amministratori. Ovviamente, ed è giusto che sia così, ognuno legge il mondo a suo modo e ciò che per me è nero per qualcun altro è bianco, così come quel che per me è sbagliato (o giusto) per il resto del mondo sarà giusto (o sbagliato).

Sono milioni di anni che la terra gira nello stesso verso e va bene così. Quel che mi lascia senza parole (e credetemi non è facile tapparmi la bocca) risiede nel fatto che questi signori (consiglio comunale, giunta e sindaco in primis), di qualsiasi cosa gli venga chiesto conto, fanno sempre orecchio di mercante. Citando Wikipedia “Nel linguaggio comune, la locuzione fare le orecchie da mercante indica l’atteggiamento di chi, per proprio comodo, finge di non sentire o di non capire quello che gli viene detto”. 

Infatti di qualsiasi argomento si chieda ragione, queste “figure mitologiche” mancanti di orecchie, non danno alcun segno di reazione. Sono consapevoli del fatto (magari approfittandone), che con il passare del tempo ognuno dei giornalisti di Angri, o di quelli che vengono ospitati sulle pagine web locali, rivolgono le loro attenzioni verso altre notizie, altri fatti e misfatti che possono attirare “click” di cui notoriamente sono alla incessante ricerca.

Io invece non ho di queste velleità e quindi, ciclicamente torno sui miei pensieri, sulle mie parole e sui miei scritti, e mi chiedo: “Possibile che nessuno senta la necessità di replicare, magari anche mandandomi a quel paese, a ciò che io continuo a mettere nero su bianco?” Mi consolo ritornando indietro nel tempo, come sempre più spesso faccio, ricordando con un sardonico sorriso, le lunghe passeggiate che mio padre con sottobraccio mia madre, si concedeva durante la festa di San Giovanni.

E, tenendo per mano me e mia sorella, uno alla destra del padre e l’altra alla sinistra della madre, si ciondolava tra le bancarelle finché i miei continui lamenti non lo costringevano a comprarmi il classico giocattolo “meccanico” dell’epoca. Era un piccolo Pulcinella il cui inconfondibile vestito bianco nascondeva un semplice meccanismo. Sistemato su una base munita di ruote e un bastone utile a farlo muovere sulla strada, la celebre maschera napoletana man mano che si avanzava, batteva le mani sui cui erano montati dei “piattini” di latta che producevano un fastidiosissimo suono che impediva di sentire qualsiasi altra cosa.

Ecco, nei miei pensieri più cattivi che riguardano l’amministrazione cittadina, vedo questa scena farla da padrona nelle loro teste, così che chiunque dica qualcosa che non sia gradito o allineato con il loro pensiero, venga surclassato dal molesto “zin – zin – zin” che il dispettoso Pulcinella produceva a suo tempo. Non posso che complimentarmi con loro e riconoscere che con il loro “aplomb”, attraverseranno questa ennesima consiliatura senza neanche sgualcirsi i vestiti e macchiarsi le mani. Che invidia!