I racconti di Carmine Lanzieri Battaglia: “La scomparsa dei marciapiedi”

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Si parla tanto di specie varie in via di estinzione, di animali che rischiano di scomparire dalla faccia della terra e di piante e ambienti pronti a diventare un ricordo nella mente di noi esseri umani.

Ogni giorno programmi televisivi, articoli di giornali, disquisizioni tra esperti e tutto quanto fa informazione, rendono sempre più viva e tangibile questa evidente trasformazione del nostro mondo. Ma sembra che nessuno si sia accorto di ciò che sta cambiando sotto i nostri occhi.

Fino a qualche tempo fa, era ben chiaro che il rischio di estinzione dei “carissimi marciapiedi” fosse causato solo ed unicamente dai maleducati: quelli che parcheggiavano a spina di pesce occupando il passaggio dei pedoni, quelli che lasciavano le moto e le bici appoggiate ai muri sfruttando le mattonelle dedicate alle passeggiate, quelli che conferivano rifiuti di varia natura utilizzando gli spazi comuni, quelli che li usavano per promuovere le loro merci e servizi senza curarsi delle difficoltà che creavano a mamme e diversamente abili.

Oggi invece, un nuovo nemico è apparso all’orizzonte; un nemico difficile e terribilmente agguerrito; un nemico che subdolamente si nasconde dietro alle vesti di chi migliora e aggiorna le facciate delle case e dei fabbricati che insistono sul territorio cittadino: le impalcature! Da via Madonna delle Grazie a via Giudici, da via Da Procida a corso Vittorio Emanuele, da prolungamento corso Italia a via dei Goti, il cosiddetto “bonus 110 %” la fa da padrona.

È diventato praticamente impossibile per i pedoni circolare in sicurezza sul territorio cittadino, e certamente per chi si muove con un passeggino oppure ha necessità di ausili per poter essere autonomo, tutto diventa decisamente improponibile.

E chi dovrebbe curare la sicurezza di chi si muove e la mobilità in sicurezza, cosa fa? Che fine hanno fatto i paladini della civiltà?

Non è dato di sapere. Tutto tace, tutto resta immoto ed immobile davanti ai soprusi ed alle autorizzazioni facili che non tengono conto delle esigenze di chi si muove ogni giorno per necessità oltre che per piacevole diletto.

Ci vorrebbe un investigatore privato, uno alla Hercule Poirot per intenderci, capace di districare l’arcano e di rendere di nuovo fruibile e vivibile il territorio.

Altrimenti ci tocca affidarci ad uno tipo Indiana Jones, che conosce le strade ed il mondo, che possa affidarci una mappa e dei percorsi per poterci muovere, tranquillamente e fattivamente, per il nostro paese, senza farci male, senza fare del male, senza mali.