Mi piacerebbe ci fosse un posto nuovo, aperto a tutti e che possa essere fruito proprio da tutti.
Immagino un luogo diverso ed accogliente, dove tutte le persone che vivono la loro vita sotto il segno del “non” possano avere la possibilità di godere di quei piaceri dai quali sarebbero altrimenti esclusi.
Un parco, con tanto di camminata al fresco, laghetto con cigni e pesci rossi, le panchine, un gazebo ed anche un piccolo bar; un posto dove si possano lasciare i cani senza guinzaglio e pedalare in libertà, chiacchierare ed ascoltare musica; un luogo con un bel prato verde sotto il cielo azzurro, dove si possa prendere il sole senza alcun impedimento.
Già vedo nel lato più riparato e lontano dalla strada, un piccolo teatro con un palco non molto alto, con un fondale a nascondere camerini e sale trucco, poche luci e tante sedie poste proprio di fronte, dove si possano accomodare tutti quelli che portano sulle spalle quei “non” così pesanti che fanno piegare in avanti e che spesso, troppo spesso, impediscono di essere uguali a quelli che non sanno cosa voglia dire una vita nel segno del “non”.
Ed allora sulla locandina posta all’ingresso, dove vengono pubblicizzati gli eventi, vorrei leggere a chiare e colorate lettere, ma anche con un grande spazio dedicato al “braille”, degli spettacoli e dei laboratori, di li a divenire realtà.
Sarebbe un altro mondo dove i “non” vedenti potrebbero essere presi per mano ed accompagnati con voci narranti, nel mondo dei libri e delle fotografie, con film “ascoltati” e resi vivi e reali da chi condivide per amore; e poi la musica raccontata con mimiche immagini e figure plastiche di ballerini e luci che “danzano” al ritmo dettato dal pentagramma; e giovani danzanti che, avvinghiati a chi purtroppo non lascia mai la sedia a rotelle, si producono in evoluzioni capaci di regalare le ali a chi altrimenti non avrebbe neanche le gambe adatte a camminare.
E lezioni d’amore per chi non sa far altro che odiare, seminari contro la guerra dedicati a chi non conosce la pace; tavole rotonde a pane ed acqua per chi non conosce il digiuno e simposi sulla sazietà per chi non ha altro che fame…come mi piacerebbe condividere tutto con chi non ha mai conosciuto la generosità e parlare di politica ed educazione civica con quelli che non sanno stare in mezzo agli altri.
Lo so, questo mondo non esiste, se non nella testa dei sognatori che, anch’essi vittime del “non”, non smettono di inseguirli, i sogni, fino ad acchiapparli ed amarli, perché altrimenti la vita “non” sarebbe vita e “non” varrebbe la pena neanche viverla, se “non” fosse per i sogni e per i sognatori che combattono fino allo stremo per realizzarli.
Non arrendiamoci mai, un mondo senza “non” è possibile.
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