Hanno fatto il giro del web (e quindi del mondo), le immagini di degrado legate ad uno dei cimiteri di Napoli. Il crollo di una parete destinata alla “sistemazione” dei feretri, ha mostrato agli occhi indiscreti di tutto il pianeta, addirittura delle bare sospese a vari metri da terra, con il rischio che cadendo possano riportare alla luce defunti che, ormai morti, a null’altro avrebbero aspirato se non alla pace eterna.
Una scena, quella indelicatamente mostrata e denunciata, che fa il paio con un’altra, anche questa nella “hit parade” delle immagini più cliccate di internet, che rivela delle ossa venute alla luce “autonomamente” nei pressi di una tomba in un cimitero marchigiano. Purtroppo questi episodi, aldilà della momentanea curiosità, sembra che non riescano a provocare altro, visto che ci stiamo abituando a vedere tutto ed il contrario di tutto.
E sembra che lo stesso succeda anche nel cimitero di Angri. Non che al momento ci siano ossa incustodite o imprevisti crolli, ma il degrado e l’incuria, la carente manutenzione, la sporcizia e la colpevole mancanza di sicurezza, portano all’attenzione di chi vi si reca, oltre che le fosse vuote ed abbandonate, i buchi di una cattiva gestione nel passaggio da pubblico a privato di un bene comune. A chiedere lumi agli addetti siamo in grado tutti, ma a comprendere le ragioni dello stato di abbandono in cui versa il camposanto, almeno io non ne sono capace (o forse semplicemente non ne accetto le motivazioni).
È vero che la gestione burocratica delle sepolture, delle esumazioni e del censimento dei loculi, negli ultimi anni è stata a dir poco lacunosa, prova ne è l’apertura di diversi fascicoli presso la procura di Nocera che hanno visto coinvolti (a torto o ragione) diversi dirigenti ed impiegati comunali, e stando alle dichiarazioni rilasciate da uno dei possessori di targhetta identificativa, l’attuale fine ultimo della gestione privata del cimitero stesso è inderogabilmente la sistemazione dei danni pregressi.
Ma io mi chiedo: “E la gestione ordinaria? La pulizia, la messa in sicurezza, il decoro del luogo, a chi le demandiamo?” Vorrei che qualcuno mi indicasse chi, tra le figure istituzionali del comune, è attualmente incaricato del controllo sulle attività cimiteriali. La concessione ad un privato di un bene pubblico, prevede la sottoscrizione di un contratto che enumera oneri ed onori, ma ad onor del vero anche stavolta sembra che ci si occupi solo degli onori (gli introiti derivanti dalla gestione cimiteriale) e non degli oneri (gli obblighi previsti dal contratto stesso).
Sarebbe veramente triste dover ammettere ancora una volta che davanti agli interessi personali, ci sia chi è capace di calpestare anche una tomba. E pensare che qualcuno ha il coraggio di sbandierare la presenza promozionale del nostro comune nello stand espositivo del comune di Salerno presso la Fiera del Turismo di Rimini: ma cosa abbiamo noi da pubblicizzare, quando i servizi essenziali sono oltremodo carenti se non addirittura, inesistenti.
Del cimitero ho dato conto, e che dire allora delle strutture scolastiche insufficienti o incomplete, dei servizi al cittadino sempre più poveri e deficienti (vedi, sempre a proposito dell’istruzione obbligatoria, mensa e trasporto comunale), dei servizi sociali dedicati ai più deboli gestiti come bacino di voti, degli uffici comunali non adeguati alle necessità dei cittadini… Di fronte a certi ragionamenti ho come l’impressione di vivere in una casa dove l’ingresso ed il soggiorno, sfoggiano pulizia ed accoglienza (!?!), mentre bagno e cucina sono sporchi ed i tappeti nascondono polvere e lanugini di vario genere.

