I racconti di Carmine Lanzieri Battaglia: “E’ un paese per vecchi”

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Aldo, Giovanni e Giacomo scommetto sarebbero ben felici di vivere ad Angri! Ricordo con estremo piacere le loro “gag”, quando, truccati da pensionati, erano in cerca di qualcosa da fare per passare il tempo e si dedicavano con passione e solerzia ad osservare i cantieri dei lavori in corso, dispensando consigli non richiesti ai poveri operai che oltre a sudare per la fatica erano costretti a subire le loro chiacchiere senili.

Qui da noi andrebbero a nozze! Cantieri di ogni genere dappertutto: quelli dell’acqua che cercano di limitare le perdite, quelli del gas che cercano di arrivare ovunque, quelli della corrente che provano ad eliminare cavi volanti. E poi quelli della manutenzione stradale che cercano di apparare le buche lasciate dalle altre ditte, con “pezze a colore” che spesse volte peggiorano anche la situazione.

Cantieri che farebbero la gioia dei giapponesi e degli americani che, in vacanza in Italia, si perdono tra le rovine di Pompei: venissero ad Angri che qui da noi di “scavi” ce ne sono a dozzine, e tutti visitabili senza pagare il biglietto! E poi si sa che se il vino migliora con gli anni, i lavori stradali con il passare del tempo diventano icone che contraddistinguono una società civile; progetti, impegni di spesa, ricorsi, aggiornamenti, autorizzazioni, indagini, tutto contribuisce ad allungare i tempi e se, a proposito di vino, l’allungamento con l’acqua ne peggiora la qualità, per quanto riguarda i lavori pubblici più tempo passa più noi ci abituiamo alla loro presenza che quasi non ci facciamo neanche caso.

Edifici fatiscenti lasciati alla mercè delle intemperie, “ferite” mal curate che offendono i lastroni di basalto del centro cittadino, progetti faraonici proposti e mai iniziati, altrettanti progetti iniziati e mai finiti; se mai ci fosse una classifica dell’incuria verso il bene pubblico, Angri certamente sarebbe ben posizionata. Ed a nulla valgono le proteste, le invettive, le richieste di spiegazioni, nessuno si prende la briga di chiarire cosa accade, perché accade e quando finirebbe di accadere.

Gli automobilisti, i pedoni, gli autisti e chiunque altro si trovi ad utilizzare le strade di Angri, non merita di sapere se e quando si potrà tornare alla normalità, al punto che lo slalom tra i lavori e quel che resta dopo gli interventi, sembra esso stesso prassi e quotidianità. Ed a peggiorare la situazione ci sono le ordinanze, le comunicazioni del nostro meritato sindaco che spesse volte mal chiariscono quel che avviene, finendo per ingarbugliare sempre più “i fili” in testa alle persone.

Ma noi italiani, ed in particolare noi del sud, e sicuramente noi angresi siamo propensi ad abituarci a tutto, non ci fa “specie” affrontare e superare le difficoltà, non osiamo neanche immaginare che possa esistere un modo diverso di fare le cose, ci sta bene così. E, se quello dei fratelli Coen non era un paese per vecchi, Angri si dimostra giorno per giorno di essere un paese dove vivere ed invecchiare “beotamente” beati.