I Racconti di Carmine Lanzieri Battaglia: “Disordinaria Amministrazione”

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In un comune, di norma si parla di amministrazione ordinaria quando un sindaco ed un consiglio comunale democraticamente eletti, svolgono la loro funzione gestendo il patrimonio, i tributi, i servizi e tutto quello che è direttamente riconducibile alla macchina comunale, in maniera congrua e secondo le leggi dello stato.

Si può parlare poi di amministrazione straordinaria quando invece per cause varie (ad esempio mancato raggiungimento di particolari obiettivi imposti dalle leggi dello stato), un consiglio comunale viene sciolto con conseguente rimozione del sindaco e della giunta comunale. Queste sono le due opzioni attuabili in un comune che si può definire “normale”.

Angri, come al solito, sfugge alle leggi che reggono l’equilibrio del vivere normale, spostando l’ago della bilancia della macchina comunale sulla posizione del “sopravvivere”; non si capisce altrimenti perché anche le situazioni più banali, le scelte più semplici, le decisioni più improcrastinabili, subiscono continuamente il supplizio della gogna quotidiana.

Prendiamo ad esempio la scuola: la conduzione della mensa per i piccoli che a tutt’ora non è stata assegnata con bando di gara; la mancata riapertura degli asili nido a conduzione comunale; la latitante manutenzione delle strutture ed il non completamento delle nuove infrastrutture rendendo vecchi degli edifici che ancora non sono stati completati; la gestione fallimentare della emergenza Covid 19 che ha portato a focolai di infezione particolarmente nelle scuole.

E poi la “macchina comunale” che dovrebbe essere funzionante e funzionale ma che subisce continuamente degli scossoni perché, vuoi anche per carenza di personale, vuoi anche per poca competenza del personale assegnato, si assiste a delle “brutte figure” istituzionali che fanno perdere la faccia ad ogni singolo cittadino per il tramite di chi lo rappresenta: infatti la costituzione dell’Azienda Consortile prevedeva che ogni comune partecipante versasse un assegno di 10.000 € come quota societaria, ma Angri ha mancato ed ha fatto slittare i tempi; lo stadio comunale Novi, in gestione ai privati, ha tariffe troppo onerose per il calcio cittadino che per gli allenamenti emigra ogni volta verso altri campi di gioco; la gestione a dir poco disastrosa riguardante l’apertura del nuovo casello autostradale, con proteste fuori luogo e mancata attivazione della prevista bretella, adducendo motivazioni di sicurezza stradale, imponendo però ai mezzi pubblici ed ai camion di impegnare viale Europa, anche di sabato quando si svolge il mercato settimanale, mettendo a serio rischio l’incolumità dei cittadini residenti e non; e proprio la mancata ricollocazione del mercato settimanale è un’altra grande figuraccia dell’attuale amministrazione che ha sbandierato in campagna elettorale e non solo, l’imminente dislocamento della “baraccopoli” che si continua a chiamare mercato, cosa che non è mai avvenuta.

Per queste ragioni, ma non solo, viene da dire che ad Angri vige una “disordinaria amministrazione”, una gestione della cosa pubblica confusionaria, senza idee, senza prospettive future, senza sentire il reale polso delle necessità e delle esigenze della cittadinanza, navigando praticamente a vista.

E il povero cittadino è costretto a vivere sperando che le tempeste che si abbattono quotidianamente sulla compagine amministrativa gli risparmino guai più grossi, arrivando ad auspicare che fulmini e saette, ed eventuali altre piaghe d’Egitto, vadano a colpire tutti tranne che lui stesso e la sua famiglia.

Non deve meravigliare allora se ognuno è tentato di fare il furbo, infischiandosene delle regole e del rispetto altrui: in un mondo dove “la testa” si comporta come se fosse la coda, è ovvio che “la coda” si comporti come se fosse la testa; e la pancia, che sta in mezzo, fa la fine di Pantalone e paga per tutti.