L’Italia vanta un legame secolare con i giochi di carte, considerati un passatempo molto noto fin dall’epoca medievale. I mazzi hanno subito ovvi cambiamenti nel corso del tempo e si sono sempre più regionalizzati: tra le particolarità della penisola, infatti, vi è quella di avere un mazzo diverso per ogni regione o quasi. Anzi, in alcuni contesti si hanno anche più mazzi, come in Lombardia, dove ci sono molte varianti come le bresciane o le milanesi. Regina indiscussa delle carte è però la Campania, con il mazzo napoletano che è senza dubbio il più utilizzato e il più conosciuto in tutta la penisola, anche veicolo di trasmissione per quanto riguarda l’insegnamento della storia. I passatempi più celebri sono ormai praticati senza limitazioni geografiche e praticamente ogni regione italiana conosce i giochi più noti. Ciò ormai accade anche per quelli meno diffusi grazie alla loro digitalizzazione: sempre più spesso, infatti, giochi di carte come scopa e scopone rientrano tra quelle sono le attrazioni di un casinò online, replicando in forma digitale quanto accade normalmente sui tavoli da gioco reali.
Passando però in rassegna quali siano effettivamente questi giochi più popolari, è impossibile non partire da uno dei più noti in assoluto come la scopa. L’obiettivo è quello di riuscire a prendere dal tavolo di gioco una somma di carte pari al valore di quella che si sceglie di tirare. Le regole sono molto semplici e per questo è adatto tanto ai giocatori più esperti quanto a quelli alle prime armi.
Di certo altrettanto noto è il sette e mezzo. Se però in scopa la partita avveniva tra i giocatori, in questo caso la sfida procede nei confronti del mazziere, cioè di colui che distribuisce le carte. L’obiettivo del gioco è quello di chiudere la partita con il punteggio più alto senza però superare i 7 punti e mezzo. Molto semplice è il procedimento per attribuire i punti: il valore nominale delle carte resta identico nel caso delle numeriche, tutte le figure attribuiscono 0.5 punti ad eccezione del re di denari, che invece viene considerato come jolly.
Chiude la triade dei giochi più noti la briscola. Quella tradizionale è a 2 ma esiste anche la variante a 4, con i giocatori suddivisi in squadra, oppure la briscola a 5. La particolarità di quest’ultima è data dal fatto che la briscola non si conosce fino alla conclusione del primo turno. Nelle altre due varianti menzionate, invece, briscola coincide con la carta che il mazziere gira sul tavolo al termine della distribuzione delle carte. Anche in questo caso il regolamento è molto semplice: il vincitore è colui che conquista il punteggio più alto, ma è sufficiente fare 61 per trionfare.
Molto diffuso in Campania ma non troppo nel resto d’Italia è il tressette. Anche in questo caso esiste la variante a 2 o 4 persone. Ciascun giocatore inizia con 10 carte e ad aprire il gioco è colui che ha la carta corrispondente al 4 di denari, che assume il nome di palo. Tutti gli altri partecipanti sono chiamati a giocare una carta dello stesso seme. Il regolamento, come si nota, è molto simile alla briscola: in questo caso però, per vincere, occorre raggiungere 11, 21 o 31 punti complessivi.

