SCAFATI. Una diagnosi sbagliata, che avrebbe poi condotto alla morte del paziente. Con queste accuse la procura di Nocera Inferiore ha chiesto il processo per una radiologa in servizio presso il centro diagnostico “Serafino” di Scafati. L’accusa è di omicidio colposo. La storia è legata al decesso di Giuseppe Servillo. Il medico è coimputato – seppur in un procedimento parallelo – con il direttore sanitario della struttura. L’uomo morì a Caserta, dopo una prima diagnosi effettuata nel centro nel comune dell’Agro nocerino. Per il sostituto procuratore Daria Mafalda Cioncada, la diagnosi effettuata dai medici sarebbe stata “intempestiva”, nonostante una Tac effettuata il 22 marzo 2014. L’esame in questione era relativo ad una cefalea al cranio con tanto di tomografia, al quale però non seguì il giusto percorso medico. Stando alle indagini condotte dalla polizia giudiziaria, insieme ad una relazione medico legale effettuata dal medico Giovanni Zotti, un intervento chirurgico avrebbe potuto salvare il paziente. O a metterlo in condizione di un miglioramento. A procedere furono i carabinieri di Striano, dopo la denuncia sporta dai familiari nel momento in cui l’uomo esalò l’ultimo respiro. Le sue condizioni peggiorarono dopo poco, tanto da costringere i familiari a ricoverarlo presso l’ospedale di Ariano Irpino poi, e all’ospedale di Caserta dopo. Al gip il compito di valutare la richiesta della procura

