Guida Michelin 2026: 15 i ristoranti con tre stelle. Tutto ciò che devi sapere su stelle, assegnazione e novità

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Guida Michelin 2026

L’Italia conquista un nuovo vertice dell’eccellenza gastronomica mondiale: nella Guida Michelin 2026 i ristoranti tristellati diventano 15, grazie all’ingresso del Rei Natura by Michelangelo Mammoliti a Serralunga d’Alba (Cuneo). Un risultato che conferma il nostro Paese come una delle capitali planetarie della cucina d’autore, capace di unire tradizione, ricerca, sostenibilità e identità territoriale.

Quello che la Michelin racconta ogni anno non è solo un elenco di premi, ma un ritratto in continua evoluzione della cultura gastronomica italiana, con nuove aperture che crescono rapidamente e chiusure che segnano la fine di capitoli storici.

Questa guida approfondisce:

  • Tutti i nuovi premiati
  • Le stelle perse
  • Le chiusure eccellenti
  • Come funziona davvero l’assegnazione delle stelle
  • Cosa rappresentano nel panorama gastronomico
  • Come leggere la Guida Michelin nel 2026

Una pillar page completa, per capire — oltre la notizia — cosa c’è dietro le iconiche tre stelle.


Il nuovo firmamento della Michelin 2026: 15 ristoranti con tre stelle

L’unica vera grande novità al vertice è l’ingresso del Rei Natura by Michelangelo Mammoliti, giovane talento che firma una cucina personale, naturale, radicata nell’infanzia e nei profumi del territorio piemontese. Mammoliti approda così nel gotha internazionale, accanto ai mostri sacri della ristorazione italiana.

I 15 ristoranti tristellati della Guida Michelin Italia 2026 sono:

  • Villa Crespi – Orta San Giulio (Antonino Cannavacciuolo)
  • Piazza Duomo – Alba (Enrico Crippa)
  • Da Vittorio – Brusaporto
  • Le Calandre – Rubano (Famiglia Alajmo)
  • Dal Pescatore – Canneto sull’Oglio (Famiglia Santini)
  • Osteria Francescana – Modena (Massimo Bottura)
  • Enoteca Pinchiorri – Firenze
  • La Pergola – Roma (Heinz Beck)
  • Reale – Castel di Sangro (Niko Romito)
  • Uliassi – Senigallia (Mauro Uliassi)
  • Enrico Bartolini al Mudec – Milano
  • Atelier Moessmer – Brunico (Norbert Niederkofler)
  • Quattro Passi – Nerano
  • Casa Perbellini ai 12 Apostoli – Verona
  • Rei Natura – Serralunga d’Alba (Michelangelo Mammoliti) new entry

Una costellazione che conferma come la cucina italiana mantenga un altissimo livello in tutto il Paese, dal Piemonte alla Campania, passando per Abruzzo, Lazio, Veneto e Lombardia.


Le nuove due stelle: esplode il talento italiano

Tra le novità più sorprendenti spiccano due ristoranti che conquistano due stelle Michelin, un traguardo che sancisce l’eccellenza della cucina proposta:

1. Famiglia Rana – Oppeano (Verona)

Chef Francesco Sodano, già noto nel panorama dell’alta cucina, porta il brand della pasta fresca verso una dimensione fine dining di sorprendente maturità. Il ristorante, aperto solo 16 mesi fa, è la prova che in Italia nascono esperienze d’eccellenza anche in tempi rapidissimi.

2. Tenerumi – Vulcano (Messina)

Chef Davide Guidara propone una visione completamente vegetale, mediterranea, innovativa. Una delle cucine più contemporanee del momento, capace di valorizzare l’orto e la sostenibilità come dati identitari.

La Michelin evidenzia come la crescita di ristoranti di ispirazione green continui a essere un trend forte.


Heinz Beck “Mentor dell’anno”: un simbolo di continuità e futuro

Lo chef tedesco naturalizzato italiano, da decenni alla guida della Pergola di Roma, riceve il riconoscimento di Chef Mentor dell’Anno, per la capacità di formare intere generazioni di cuochi. Un premio più culturale che gastronomico, che racconta l’impatto di Beck nella costruzione della moderna cucina italiana.


Le stelle perse: Vissani e altre cadute eccellenti

Ogni edizione della Michelin porta nuovi ingressi, ma anche delusioni. La guida 2026 segna battute d’arresto importanti:

Vissani perde l’ultima stella

Casa Vissani a Baschi (Terni) non conferma la stella rimasta. Un segno del declino di uno dei riferimenti storici dell’alta cucina italiana.

Miramonti L’Altro (Brescia) perde una stella

Da due scende a una. Una notizia che farà discutere.

Altri ristoranti che perdono la stella:

  • Porta di Basso (Peschici)
  • Zum Löwen (Tesimo), dopo la morte della chef Anna Matscher
  • José Restaurant – Tenuta Villa Guerra (Torre del Greco), riaperto con nuova formula

Chiusure che segnano la selezione Michelin

Alcuni ristoranti escono del tutto dalla guida perché chiusi o trasferiti:

  • Terrambra (Arezzo)
  • Abbruzzino (Catanzaro)
  • The Cook (Genova)
  • Luigi Lepore (Lamezia Terme)
  • Vite (Treviso)
  • Bros (Lecce)
  • Felix Lo Basso (Milano)
  • Accursio (Modica)
  • Osteria Arbustico (Paestum)
  • L’Acciuga (Perugia)
  • L’Arcade (Porto San Giorgio)
  • Sud (Quarto, Napoli)
  • Re Maurì (Salerno)
  • Essenza (Terracina), chiuso dopo il tragico incidente che ha coinvolto la sommelier Mara Severin

A lei è dedicato il Michelin Service Award 2026 da parte di Giulia Tavolaro del Maxi di Vico Equense.


Come funziona davvero l’assegnazione delle stelle Michelin? La guida completa

Dietro il giudizio della Michelin c’è un procedimento strutturato, rigoroso, spesso avvolto da un’aura di mistero. Ecco come funziona.

1. Gli ispettori: chi sono e come lavorano

Gli ispettori della Michelin sono professionisti a tempo pieno, anonimi, spesso con formazione alberghiera o esperienza nel settore.

Le loro caratteristiche:

  • assoluto anonimato
  • pagano il conto come qualunque cliente
  • visitano più volte lo stesso locale
  • seguono protocolli standardizzati internazionali

2. I criteri principali

Le stelle non premiano il lusso, il contesto o la fama, ma solo la cucina.

I 5 criteri ufficiali:

  1. Qualità degli ingredienti
  2. Padronanza delle tecniche di cottura
  3. Armonia e precisione dei sapori
  4. Personalità dello chef nella cucina
  5. Coerenza nel tempo e nel menù

Quante stelle e perché

  • 1 stella: cucina di grande qualità
  • 2 stelle: cucina eccellente, che merita una deviazione
  • 3 stelle: cucina straordinaria, che merita il viaggio

3. L’assegnazione finale

Ogni anno gli ispettori:

  • valutano i ristoranti
  • si confrontano in sede centrale
  • compilano report dettagliati
  • votano in un comitato interno

Solo dopo molteplici visite indipendenti scatta il riconoscimento.


L’impatto delle stelle Michelin: un volano economico e turistico

Avere una stella — e ancor più tre — significa:

  • boom di prenotazioni immediate
  • attrazione di turismo internazionale
  • aumento del valore immobiliare del territorio
  • maggiore occupazione nelle brigate di cucina e sala
  • sviluppo di filiere agroalimentari locali di eccellenza

Perdere una stella può essere invece un duro colpo economico, soprattutto per realtà familiari o isolate.


La Michelin 2026 fotografa un’Italia viva, in trasformazione

Quest’anno l’Italia mostra:

  • una nuova generazione di chef in ascesa
  • una maggiore attenzione a vegetale, sostenibilità e ricerca
  • la conferma dei grandi maestri che da anni guidano il movimento gastronomico
  • ma anche l’inevitabile chiusura di storie importanti

Le quindici tre stelle rappresentano la punta di un iceberg: una rete di cucine che racconta territori, memorie, innovazione.

La Guida Michelin 2026 è più che un elenco di premi: è una mappa culturale dell’Italia che cambia, tra eccellenze consolidate e nuovi talenti che preparano il futuro.