Venerdì 31 ottobre alle ore 21, al teatro La Locandina di Pagani in via Cauciello 18, andrà in scena Grisaglia Blu, scritto da Sergio Velitti e diretto da Nello Pepe, con Maria Pia Iannuzzi e le musiche di Marcello Cirillo, Ivo Parlati e la voce del presidente Massimo Cinque. Parlano ai nostri microfoni i protagonisti dell’opera teatrale.
Di Marco Visconti
L’opera mette al centro una donna distrutta, interpretata magistralmente da Maria Pia Iannuzzi: esasperata, disamorata della società che non la comprende, e spinta a gesti estremi, come l’uccisione della propria prole, atto di disperazione verso un mondo che la rifiuta. La scena è essenziale: pochi oggetti, una sedia, sulla quale la donna si siede immobile, obbligata a sfogarsi, quasi a giustificarsi, mentre la platea rompe la quarta parete, pronta a giudicarla o compatirla. La scelta della semplicità scenica, con il focus sulla qualità della teatralità e della parola, rappresenta il principio guida del regista Nello Pepe.

Abbiamo chiesto a Maria Pia Iannuzzi, nelle vesti della madre accusata e compatita Antonietta Gavone, come ci si sente a interpretare un ruolo così complesso. “Il momento – racconta l’attrice – è quello del tribunale, in cui Antonietta racconta la sua versione dei fatti. Arriva distrutta: la sua condanna l’ha già ricevuta dalla vita stessa, avendo perso un figlio e compiuto un gesto estremo per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica. Un tempo, i bambini di famiglie povere potevano essere sostenuti o adottati, ma per lei la camorra si frapponeva. Così, in un momento di difficoltà, sceglie di avvelenare i figli, senza rendersi conto delle conseguenze. Antonietta dice che non le importa se verrà liberata o imprigionata: la sua condanna è già l’esistenza stessa.

È una donna spossata, rassegnata, che racconta i fatti così come sono. Questo testo, ambientato negli anni ’50, rimane sorprendentemente attuale: parla di violenza, femminicidio, prepotenza, e di come la società giudichi senza comprendere. Il pubblico sarà diviso: c’è chi l’accusa e chi la comprende”. Il monologo dura circa 40 minuti: un tempo intenso da affrontare da sola. “Ho scelto questo testo per la trama potente – spiega Iannuzzi –il cui autore è il figlioccio di Curzio Malaparte. Il monologo mi ha permesso di mettermi alla prova, di dare anima a un testo completamente affidato a me. La difficoltà è simile a quella del doppiatore: seduta al buio, senza scenografia elaborata, l’unico strumento è la parola, il fascino del testo drammatico che, d’altronde, Nello Peppe ne è innamorato”.

Il regista talentuoso, di origine nocerina, Nello Pepe ci spiega il motivo per il quale è importante la parola. “Prendo l’esempio – spiega Pepe – dell’opera Io sono una merda: nessuna attrice l’ha voluta interpretare perché richiedeva un cambiamento fisico radicale. La donna protagonista parla alla telecamera, circondata da oggetti sparsi, luci al neon, e vive un vortice emotivo. La parola, citando Cocteau, diventa poesia, e veicolo della sua verità. Dopo Natale proseguirò il trittico teatrale con Le allegre comari di Capua, ispirato a Shakespeare, dove parole, gesti quotidiani e musica saranno protagonisti”. Al centro della visione artistica delle opere teatrali di Pepe c’è la donna, “ho sempre rispettato la donna – sottolinea Pepe – e mi interessa mostrare la sua essenza: come ragiona, come osserva un fiore, il suo spirito, non l’aspetto fisico. Nei miei lavori cerco di rappresentare la donna nella sua complessità, nelle sue contraddizioni e nella forza interiore. Se un testo mi affascina, soprattutto per il mondo femminile, lo porto in scena”. Dunque, il teatro si fa donna per Pepe, diventando soggetto sensibile, delicato, profondo, dunque meditativo. Pepe, però, descrive suo fascino per il cinema al quale è fortemente legato. “Il cinema rappresenta per me meraviglia: la posizione dello spettatore che osserva storie divertenti o drammatiche, vivendo emozioni intense attraverso lo schermo” Dopo Pagani, Grisaglia Blu proseguirà il 24 e 25 novembre a Sapri e successivamente all’estero.
Trama Grisaglia Blu
Antonietta Gavone, vedova Cairano, è una donna prosperosa di circa 35 anni. Nei giorni di festa si cura e si presenta bella, mentre negli altri momenti mostra i segni dei dolori e della fatica. Durante una causa al tribunale di Napoli, viene accusata di aver avvelenato i suoi cinque figli con veleno per topi. La perizia psichiatrica la dichiara mentalmente sana. Sentiti testimoni e arringhe dell’avvocato, Antonietta ha la possibilità di parlare prima della sentenza, raccontando la sua verità al pubblico e alla legge.
Biografia di Nello Pepe
Nato a Nocera Inferiore, Nello Pepe ha iniziato nelle radio locali, fondando ERTA, e poi è passato alla televisione, fino a diventare regista di “Uno Mattina” su Rai. Formatosi tra radio e tv, ha collaborato con importanti figure del giornalismo e della cultura italiana e si è perfezionato al Centro Sperimentale di Cinematografia. Oggi è regista di film, cortometraggi e teatro.
Biografia di Maria Pia Iannuzzi
Romana di nascita e cosentina per scelta familiare, Maria Pia Iannuzzi si laurea in Lettere Moderne alla Sapienza, studiando recitazione al Teatro “La Scaletta” di Roma. La sua carriera spazia tra teatro, cinema e doppiaggio, con esperienze recenti in Grisaglia Blu (Velitti-Pepe), Ci metto la firma (Miceli Picardi) e The Desire: diventa ciò che sei (Stollo-Tiesi).

