Una pagina nerissima per il calcio campano, da coprire con un velo di vergogna, non prima però di aver accertato le responsabilità reali. E stavolta non c’entrano gli ultras, non c’entrano i tifosi presenti sugli spalti. Il caos si è scatenato in campo.
Secondo le ricostruzioni dei presenti, tutto è partito a pochi minuti dal triplice fischio, più precisamente al 4′ dei 7′ di recupero concessi dal direttore di gara. Un calciatore della panchina gialloblu – Manna – si dirige verso la panchina ospite per recuperare un pallone, che non gli viene restituito. Ne nasce un acceso diverbio con il calciatore normanno Cretella, col quale Manna arriva alle mani.
L’arbitro si accorge di tutto ed estrae il rosso diretto a entrambi. Ma mentre Manna sta facendo rientro negli spogliatoi, Cretella rincorre il calciatore del Gragnano aggredendolo alle spalle e scatenando una vera e propria zuffa in campo tra diversi calciatori.
L’arbitro – Rosario Antonio Grasso della sezione di Acireale – decide di anticipare il fischio finale, comminando a partita conclusa una lunga serie di espulsioni sulle quali il Giudice Sportivo si pronuncerà mercoledì 14 dicembre.
Il punto più basso di un già vergognoso teatrino sarebbe stato un gesto ancora più vigliacco di un altro calciatore dell’Aversa Normanna che, nel marasma generale, avrebbe tolto la maglietta di gioco per non essere riconosciuto e si sarebbe scagliato contro un raccattapalle di 10 anni, colpendolo con un violento calcio all’addome.
Nella serata di ieri, attraverso il suo profilo social personale, il capitano del Gragnano Savino Martone ha sgombrato il campo dalle varie ricostruzioni circolate nell’immediato dopo-partita, confermando quanto realmente successo al “San Michele”: «Purtroppo un giocatore dell’Aversa ha perso la testa e si è buttato in campo, rincorrendo un nostro amico, aggredendolo. Brutto gesto – si legge nel post di Martone – che purtroppo ha fatto sì che succedesse un parapiglia generale. Io da capitano chiedo scusa e tutti».
Prosegue il capitando, invitando tutti gli atleti delle due squadre a vergognarsi per tutto quanto accaduto, ringraziando i tifosi per aver mantenuto comunque un comportamento civile e corretto: «Poteva succedere di tutto! Ancora scusa a tutti, adulti e bambini. Chi ha sbagliato si prenda le proprie responsabilità ed è giusto che paghi».
Le due società si sono trincerate dietro il silenzio, limitandosi ad attendere le decisioni del Giudice Sportivo.

