Si aggrava il bilancio delle vittime per la piena del torrente Raganello, nel parco del Pollino, a Civita di Castrovillari. E’ salito a 10 il numero dei morti: nella serata di ieri i soccorritori hanno infatti recuperato altri due corpi. In precedenza erano stati rinvenuti senza vita quattro uomini e quattro donne. Tutte le vittime sono state identificate. Un corpo è stato recuperato a distanza di ben 5 chilometri dal punto dell’alluvione.
Le operazioni di soccorso – sul posto vigili del fuoco, guardia di finanza, soccorso alpino, carabinieri e protezione civile – sono andate avanti per tutta la notte.
Ci sarebbero ancora 3 dispersi, come riferito dal capo della Protezione civile della Regione Calabria, Carlo Tansi. Persistono comunque difficoltà a quantificare con esattezza le persone che ancora mancano all’appello, dal momento gli escursionisti erano divisi in vari gruppi.
Undici, al momento, le persone soccorse e ricoverate negli ospedali di Castrovillari, Cosenza e Rossano.
Tra i superstiti, anche due ragazzine napoletane, nemmeno quattordicenni, tra le prime ad essere soccorse e trasportate all’ospedale di Castrovillari. In forte stato di choc, le due non sapevano nulla della sorta dei propri genitori.
LA TRAGEDIA NEL PARCO NATURALE, 20 AGOSTO – Tragedia in Calabria, nella riserva naturale del Parco Nazionale del Pollino. A causa del maltempo delle ultime ore, un’ondata di piena del torrente Raganello – a Civita di Castrovillari, in provincia di Cosenza – ha sorpreso all’interno delle suggestive gole un gruppo di escursionisti, formato da un quindicina di persone. Partecipavano ad una visita all’interno dell’area. Sono al momento otto i corpi senza vita recuperati dai soccorritori, dodici invece i feriti, di cui cinque trasportati in ospedale. Tra loro anche un bambino, trasportato all’ospedale di Cosenza in stato di ipotermia. Altre dodici persone – sono in corso le operazioni di recupero – sono state individuate da vigili del fuoco e soccorso alpino, sul posto insieme a carabinieri e protezione civile.
Difficoltà, al momento, a stabilire l’esatto numero dei dispersi, non essendo certo il numero delle persone che si trovavano all’interno delle gole al momento dell’ondata di piena.

