Gli ammortizzatori sociali sono la vita

Il blocco delle attività per la presenza del Coronavirus sta portando alla miseria il popolo dei lavoratori che operano in nero.

Nel nostro Paese il lavoro sommerso è sempre esistito, in particolare al sud. È quel lavoro che può scomparire e ricomparire all’occorrenza.

Non è sempre una scelta ponderata, per molti è l’unica possibilità di portare a casa uno stipendio e offrire sussistenza alla famiglia.

Il lavoro non regolarizzato e i contratti atipici sono quelli che espongono il lavoratore alla perdita della possibilità di sostenersi, quando le condizioni sociali mutano.

Anche i piccoli commercianti, quando sono costretti a chiudere le loro attività, sono esposti a ritrovarsi senza il denaro necessario per vivere.

È quanto è successo ai due, che nei giorni scorsi, sono stati ripresi quando ormai senza soldi fuori al supermercato, si sono lasciati andare a urla e invettive contro uno Stato che li ha lasciati soli nel momento del bisogno.

Il Presidente nazionale Federconsumatori, Emilio Viafora, all’Adnkronos così si è espresso: “Servono ammortizzatori sociali a sostegno alla povertà così che venga assicurato l’accesso ai beni di consumo. Nel Sud il lavoro nero e non formalizzato poi rende la situazione più grave che nelle altre regioni”.