Giustizia, Roberti: “No discriminazione sanitaria tra i minori detenuti e quelli affidati”

Samuele Ciambriello, Garante campano per i detenuti, assieme a molte organizzazioni sociali che collaborano con la giustizia minorile, ha lanciato nei giorni scorsi un appello ai vertici della Regione per rimediare a quella che è una palese ingiustizia: mentre agli 80 adolescenti e giovani adulti, in custodia cautelare nelle carceri minorili di Nisida e Airola, vengono assicurate tutte le prestazioni sanitarie necessarie in maniera gratuita, i 150 affidati alle comunità si vedono riconoscere dai presidi sanitari territoriali soltanto gli esami di primo ingresso e quelli tossicologici con esclusione delle visite specialistiche, il cui onere economico grava sulle strutture di accoglienza e sulle famiglie.

Sulla vicenda interviene Franco Roberti, ex Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, oggi parlamentare europeo in quota Pd: “I minori dell’area penale collocati in comunità devono poter usufruire dell’accesso gratuito al servizio sanitario pubblico così come viene garantito ai loro coetanei ospiti degli istituti penali minorili di Nisida ed Airola“.

In questo modo – prosegue l’europarlamentare – si viene a determinare una disparità di trattamento assolutamente intollerabile, in quanto investe il fondamentale diritto alla salute di soggetti che vivono in una situazione già difficile di limitazione della propria libertà personale“.

Auspico – conclude il magistrato – che i rappresentanti delle istituzioni coinvolte raccolgano il grido di aiuto che arriva da più parti. Un intervento del genere, peraltro, sarebbe, in perfetta sintonia con le finalità rieducative e di recupero sancite dalla Costituzione. Discriminare sulle cure non aiuta a creare quel clima di speranza che è presupposto indispensabile per un ritorno dei giovani in questione alla vita normale“.