Giustizia, 50mila sentenze ineseguite a Napoli. Ispezione in arrivo

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A Napoli 50mila sentenze definitive ineseguite, 30mila di condanna e 20mila di assoluzione.

La denuncia, forte, arriva dal vice presidente del Csm Giovanni Legnini. Una situazione latente, rispetto a cui il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha immediatamente preannunciato un’ispezione allo scopo di individuarne le cause.

Dodicimila delle 50mila sentenze definitive non eseguite – precisano fonti del Csm – riguardano persone da arrestare. Ai provvedimenti restrittivi si uniscono – ha sottolineato il procuratore generale di Napoli Luigi Riello – i mancati sequestri di beni.

In aggiunta, la denuncia relativa alle condizioni in cui si svolgono i processi nelle aule di giustizia. Forti le parole di Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, che ha addirittura paragonato le aule di giustizia italiane ai “suk Arabi”, mentre “negli altri Paesi europei e negli Stati Uniti le udienze vengono celebrate in religioso silenzio”.

“Altrove il processo è una cosa seria – incalza Davigo – tant’è che il 90 per cento degli imputati si dichiara colpevole e sceglie i riti alternativi, invece in Italia c’è sempre la speranza di non scontare la pena”.