Giugliano punito da un episodio: ko con l’Altamura

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capuano giugliano
mn24.it

Un colpo, una deviazione, un episodio che pesa quanto un macigno. Basta un tiro, non perfetto ma destinato a diventare decisivo, per orientare il match verso la squadra ospite. Al De Cristofaro il Team Altamura torna alla vittoria dopo più di un mese e lo fa con il minimo sforzo, superando il Giugliano 0-1 grazie alla conclusione di Mogentale deviata da Caldore dopo appena quaranta secondi dall’inizio della ripresa. I pugliesi fanno bottino pieno, mentre per i gialloblù arriva la quarta sconfitta nelle sei gare dell’era Capuano.

Un risultato che fa male perché il Giugliano gioca, costruisce, lotta fino all’ultimo e non scompare nemmeno quando resta in dieci per il doppio giallo a Zammarini al 53’. Anzi, per lunghi tratti sembra la squadra più propositiva, soprattutto nel primo quarto d’ora quando la partita vive quasi stabilmente nella metà campo ospite: triangolo tra Prado e Njambé con conclusione alta, poi ancora traversoni, punizioni e due chance nate da palla inattiva — prima Prado liberato sul punto di battuta, poi Laezza di testa poco oltre il palo. Viola osserva, sporca i guanti solo in un paio di occasioni, ma senza interventi realmente complessi.

L’Altamura cresce solo nel finale di tempo, sbaglia nell’impostare ma sale di campo gradualmente. Il Giugliano però è sempre pronto a mordere, pressa alto, sporca linee di passaggio e sfiora il vantaggio su corner con Prado che anticipa Silletti ma non trova la porta. Si va al riposo sullo 0-0 con la sensazione che per sbloccarla serva un lampo o un errore. E infatti basta una deviazione per mutare tutto.

Nella ripresa, la storia si scrive subito. Palla al limite, Mogentale fa partire un destro a giro apparentemente controllabile, ma la deviazione di Caldore inganna Bolletta e l’Altamura passa: 0-1 al 46’. Il gol taglia le gambe ai campani, che faticano a riorganizzarsi, e l’espulsione di Zammarini sembra chiudere definitivamente la strada alla rimonta. Eppure la squadra reagisce, con orgoglio e carattere, senza mai dare l’impressione di essere in inferiorità.

Capuano urla, spinge la squadra, che verticalizza, cerca spazi, prova a sfondare con qualità ma non trova l’ultimo passaggio. Viola resta praticamente inoperoso: tanto possesso, poca concretezza. Si accende la tensione al 66’ per un contatto Prezioso–Peschetola valutato al VAR e al 87’ per un possibile rigore su Nepi, ma in entrambi i casi l’arbitro conferma la scelta di campo.

Nel recupero arriva l’ultimo assalto: Esposito sfiora il pari da posizione defilata, poi Caldore calcia alto l’ultima occasione utile. Dall’altra parte Simone spreca il colpo del possibile 0-2 in contropiede. Finisce così: Altamura cinica e corsara, Giugliano coraggioso ma ancora senza premio.

Onore delle armi ai tigrotti — cuore, volontà, corsa e sacrificio non sono mancati — ma per uscire da questo tunnel servirà trasformare la generosità in cattiveria negli ultimi metri. Perché nel calcio, spesso, basta un tiro per cambiare tutto.