Il Giugliano di Ezio Capuano continua a correre. Dopo l’impresa in Coppa Italia di Serie C contro il Benevento, arriva un altro successo pesantissimo in campionato: 3 punti d’oro contro un Siracusa combattivo, al termine di una gara intensa e di grande spessore tecnico.
“Siamo solo all’inizio – ha spiegato Capuano in conferenza stampa – ma la squadra può e deve ancora migliorare. Abbiamo affrontato una gara difficilissima, contro un avversario che aveva creato tanto con chiunque. Eppure abbiamo fatto una partita di livello altissimo, che in C si vede raramente. Abbiamo sbagliato tanto sotto porta, e ci hanno annullato un gol per dieci millimetri.”
L’allenatore gialloblù, come di consueto, legge la partita con la lucidità di un veterano e la passione di chi vive ogni minuto come fosse una finale.
“Siamo calati nel finale perché corriamo sempre in avanti. Quando loro hanno guadagnato campo, mi sono messo col 3-5-2 per coprire meglio le fasce. Il gol di Prado è stato splendido, potevamo anche chiuderla col terzo. L’unico errore è stato sul loro gol, dove ci siamo mossi male. Ma non ricordo una parata del nostro portiere.”
Capuano non nasconde il suo disappunto per la rete subita:
“Mi sono girati i co****ni per quel gol, lo ammetto. Difendiamo correndo in avanti, non in dieci dietro la linea della palla. Sul 2-0 la gara doveva finire, ma siamo stati troppo generosi. Vittoria strameritata, comunque.”
Dietro l’adrenalina, emerge anche un lato più umano. L’allenatore campano torna infatti sul suo recente ritorno in panchina, dopo un periodo difficile:
“Ero convinto di non poter più fare questo mestiere. Mi sono sentito tradito, accusato ingiustamente solo per non pagare un contratto. È stato un momento vigliacco. Ma non volevo darla vinta a nessuno. Ora mi sento di nuovo vivo, e il merito è dei miei giocatori.”
Sulla gestione dei cambi, Capuano spiega le sue scelte con la solita schiettezza:
“Nepi aveva la febbre, Forciniti era stremato, La Vardera neanche doveva giocare. Improta è entrato dopo mesi e ha dato tutto, anche con un antinfiammatorio. Balde ha fatto una partita faraonica, Borello pure. Eravamo a corto di benzina, ma il gruppo ha risposto con il cuore.”
Il tecnico chiude con un messaggio di realismo, ma anche di orgoglio:
“Abbiamo 12 punti, ma non abbiamo fatto ancora nulla. Questa squadra ha riportato entusiasmo a Giugliano. Abbiamo battuto Benevento e Siracusa in tre giorni: non è un caso, è lavoro, cuore e sacrificio. Media da prime quattro, ma piedi per terra.”

