Giugliano, Capuano ritrova entusiasmo: “Sono rinato, il calcio è vita”

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Tre partite, due vittorie e un entusiasmo che contagia. Il Giugliano di Ezio Capuano sembra aver trovato la propria identità e una nuova linfa, grazie a un tecnico che in 38 anni di carriera ha fatto della passione la sua cifra distintiva. Dopo la dolorosa separazione dal Trapani, Capuano ha ritrovato motivazioni e voglia di lottare in Campania: «Il calcio è entusiasmo. Dopo la sofferenza vissuta a Trapani, oggi sono rinato. Mi sveglio ogni mattina per rendere felice questa città».

Il condottiero gialloblù si definisce un “chirurgo” del calcio, pronto a ricostruire una squadra che prima faticava a camminare: «Indosserò il camice, ma resto un allenatore del popolo». E i risultati lo dimostrano, con le vittorie su Benevento e Siracusa che hanno riacceso l’orgoglio dei tifosi.

Capuano racconta di aver trovato a Giugliano «un gruppo di uomini, prima che calciatori», uniti da spirito di sacrificio e desiderio di riscatto. La sua filosofia resta la stessa: gioco verticale, aggressività e concretezza. «Il calcio è uno sport semplice: correre, arrivare primi sul pallone, combattere. Per lo spettacolo ci sono il cinema e il circo», dice con la sua consueta schiettezza.

Innovatore e romantico del pallone, Capuano si paragona a un artista: «Un allenatore deve essere come un pittore. Le repliche non sono arte. Nel calcio serve fantasia, in Serie A come in Prima Categoria».

Duro, invece, il ricordo dell’esperienza al Trapani: «Accettare di lavorare con quella dirigenza è stato l’errore più grave della mia vita. Ho sofferto, ma il giudice mi ha dato ragione. Ora guardo avanti».