Giovanni Di Dio Buonocore ha scritto un nuovo capitolo della storia del canottaggio italiano. Sei minuti, cinque secondi e nove decimi: questo il tempo che lo consegna al record nazionale Under 17 e che riporta Castellammare di Stabia, grazie al suo talento, al centro della tradizione remiera nazionale. Un’impresa che profuma di futuro ma che affonda le sue radici in una storia lunga oltre un secolo, fatta di gloria, fatica, mare e orgoglio stabiese. Il giovane atleta del Circolo Nautico Stabia, già campione d’Italia nel fondo a Pisa solo un mese fa, ha compiuto una prestazione impressionante, dominando la gara con una superiorità quasi disarmante. Tredici secondi e mezzo rifilati a Umberto Thomas dell’Ilva Bagnoli e quindici secondi ad Amedeo Ponzini dell’US Bellagina: distacchi che, a questi livelli, raccontano più di mille parole.
Giovanni Di Dio Buonocore non ha semplicemente vinto. Ha dato un segnale. Ha detto, con la forza dei numeri e la nitidezza del gesto tecnico, che Castellammare è tornata. Che quella città che un tempo forniva al panorama remiero italiano campioni e tradizioni, che quella culla di vogatori cresciuti tra mare, cantieri e storia, oggi si riaffaccia con la fierezza di sempre.
Castellammare di Stabia: la culla che torna a brillare
Il Circolo Nautico Stabia è una delle istituzioni più prestigiose del canottaggio nazionale. Dalla sua fondazione a inizio Novecento ha prodotto una lunga serie di atleti che hanno scritto pagine indelebili dello sport italiano. Castellammare è stata per decenni un riferimento, una sorta di “regina del canottaggio” meridionale, fucina di talenti e punto fermo in ogni competizione nazionale. E oggi, grazie a Giovanni Di Dio Buonocore, quella tradizione si riaccende. Non è solo un record. È un segnale identitario, un richiamo a ciò che Castellammare è stata e può tornare a essere. I successi dei giovani stabiesi hanno sempre rappresentato un tratto distintivo di una città che vive il mare come cultura e come destino. E questo nuovo primato ne è la conferma più luminosa.
Un movimento in salute e un simbolo che trascina
Nel contesto della manifestazione, brillano anche i nomi di altri giovani talenti. Tra le Under 17 trionfa Maria Lucrezia Dittamo della Velocior Spezia, con un eccellente 7.09.10, davanti a Emma Caratozzolo e Barbara Cilli. Nella categoria 17-18 anni domina Giovanni Paoli della SC Firenze, vicecampione mondiale Under 19, che si impone con 6.02.70 staccando nettamente Eduardo Moschella Primicerio e Carlo Cavallaro del CN Stabia. In campo femminile, oro per Elisa Marconcini della SC Pontedera, davanti a Pighin e Gagetti. Un movimento giovane, vibrante, ricco di nomi che possono diventare il futuro del canottaggio azzurro. Ma in questa giornata Di Dio Buonocore ha brillato più di tutti, come simbolo di un ritorno: quello di Castellammare ai vertici.
Perché il record di Giovanni Di Dio Buonocore vale più di un tempo
Per capire l’importanza di questo primato, bisogna guardare oltre la prestazione. Sei minuti, cinque secondi e nove decimi sono il risultato di un talento straordinario, certo, ma anche di una scuola storica che non ha mai smesso di plasmare vogatori con passione e dedizione. Il circolo stabiese, nel corso degli anni, ha cresciuto atleti capaci di lasciare il segno in Italia e all’estero. Ogni vittoria è un tassello che si aggiunge a una tradizione secolare. E ogni record è un ponte tra passato e futuro. Giovanni Di Dio Buonocore, ancora giovanissimo, incarna alla perfezione questo legame. Con il suo risultato, la città ritrova il ruolo che le appartiene: quello di protagonista, di punto di riferimento, di “regina del canottaggio”, appellativo che oggi torna ad avere tutto il suo peso.
Una nuova era per il canottaggio stabiese
Questo primato non è un punto d’arrivo, ma l’inizio di un percorso. Castellammare torna a essere ciò che la sua storia racconta: una terra di mare e remi, di forze giovani e di istituzioni solide. Con un talento come Giovanni Di Dio Buonocore a guidare la nuova generazione, il futuro del CN Stabia sembra scritto con la stessa energia con cui le sue imbarcazioni solcano l’acqua da oltre cento anni. Il record rimarrà nei libri. Ma ciò che resta davvero, oggi, è l’emozione di una città che si rispecchia nel suo atleta e ritrova la sua identità sportiva. Una Castellammare che torna a dominare, a emozionare, a primeggiare. Una Castellammare, semplicemente, di nuovo regina del canottaggio.

