Giorgia Meloni, un angelo con il suo volto: il caso tra delirio e violazioni

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Giorgia Meloni, un angelo con il suo volto: il caso tra delirio e violazioni

Angelo con il volto della Meloni: tra delirio e violazioni

Polemica sulla basilica di San Lorenzo in Lucina. I dem parlano di possibile violazione del Codice dei beni culturali, FdI replica: “Sinistra in delirio mistico”.

Un cherubino che, dopo il restauro, sembrerebbe avere il volto della premier Giorgia Meloni. È il dettaglio che ha acceso la polemica politica attorno alla basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma, dopo un articolo pubblicato da la Repubblica.

Sulla vicenda è intervenuto il Partito Democratico, che con una nota ha chiesto l’attivazione immediata della Soprintendenza di Roma. L’obiettivo è verificare se il restauro dell’affresco abbia rispettato le regole previste per i beni culturali tutelati.

Secondo i dem, quanto emerso non sarebbe accettabile e rischierebbe di trasformare un intervento tecnico in un’alterazione arbitraria del patrimonio storico-artistico.

San Lorenzo in Lucina, il Pd chiede verifiche sul restauro

A spiegare la posizione del Pd è Irene Manzi, capogruppo dem in commissione Cultura alla Camera. Per la parlamentare, l’ipotesi che un restauro possa aver prodotto un’immagine riconducibile a un volto contemporaneo rappresenta una potenziale e grave violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Il Codice, sottolinea Manzi, vieta personalizzazioni e interventi non fondati su criteri scientifici e storico-artistici. Il patrimonio culturale italiano, aggiunge, non può essere piegato a letture improprie né trasformato attraverso operazioni che ne compromettano autenticità e valore storico.

Per questo il Pd chiede un intervento immediato della Soprintendenza, finalizzato ad accertare i fatti, verificare la regolarità dei lavori e, se necessario, disporre il ripristino dell’opera. La tutela dei beni culturali, conclude Manzi, è un dovere pubblico che non ammette ambiguità né ritardi.

La replica di FdI: “Sinistra in delirio mistico”

Alle accuse ha risposto Fratelli d’Italia con la senatrice Susanna Donatella Campione, componente della commissione Cultura di Palazzo Madama. La parlamentare parla di “delirio mistico” e accusa la sinistra di voler attaccare il governo anche attraverso un affresco.

Secondo Campione, l’opposizione vedrebbe ormai Giorgia Meloni dappertutto, arrivando a chiedere al ministro della Cultura Alessandro Giuli di controllare perché il volto di un cherubino possa somigliare a quello della premier. Con tono ironico, la senatrice aggiunge che, seguendo questa logica, si potrebbe arrivare a invocare la par condicio inserendo nello stesso affresco anche i volti dei leader dell’opposizione.

Al di là delle battute, per FdI la polemica appare fuori luogo, soprattutto in una fase in cui, osserva Campione, l’Italia viene premiata anche dalle agenzie di rating per il buon governo. Contestare persino gli affreschi di una chiesa, sostiene, dimostrerebbe che a una parte dell’opposizione non resta che discutere “sul volto degli angeli”.

La vicenda di San Lorenzo in Lucina resta ora affidata agli eventuali accertamenti della Soprintendenza, mentre il caso del cherubino continua ad alimentare il confronto politico tra tutela del patrimonio e scontro tra maggioranza e opposizione.

Giorgia Meloni… non sono un angelo

Dopo le polemiche sul presunto cherubino con le sue sembianze, arriva anche la reazione diretta di Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio ha scelto l’ironia per commentare la notizia lanciata da la Repubblica secondo cui il volto di un angelo dipinto in un affresco della basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma, assomiglierebbe al suo.

“No, decisamente non somiglio a un angelo”, ha scritto Meloni su Facebook, accompagnando il post con un’emoticon sorridente. La premier ha pubblicato anche la foto del particolare dell’affresco che ritrarrebbe il volto simile al suo, diventato in poche ore oggetto di discussione politica e mediatica.

La vicenda, partita come curiosità artistica, si è rapidamente trasformata in un caso istituzionale, con richieste di verifica sul restauro dell’opera e uno scontro tra maggioranza e opposizione.

Con il suo messaggio, la presidente del Consiglio ha cercato di abbassare i toni dopo le accuse del Partito Democratico, che aveva chiesto l’intervento del ministero della Cultura per verificare la correttezza del restauro.

Il volto del cherubino, secondo i dem, non dovrebbe richiamare sembianze contemporanee e potrebbe rappresentare una violazione delle norme sulla tutela dei beni culturali. Da qui la richiesta di accertamenti sulla natura dell’intervento effettuato sull’affresco.

La risposta di Meloni, affidata ai social, ha invece scelto la strada della leggerezza, trasformando il caso in una battuta pubblica che ha rapidamente fatto il giro del web.

Giuli dispone il sopralluogo della Soprintendenza

Nel frattempo, il ministro della Cultura Alessandro Giuli è intervenuto ufficialmente sulla vicenda. Su sua indicazione, il Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro, ha incaricato i funzionari tecnici del Ministero della Cultura di effettuare già in giornata un sopralluogo nella basilica di San Lorenzo in Lucina.

L’obiettivo è accertare la natura dell’intervento eseguito sul dipinto presente in una delle cappelle e verificare se il restauro sia stato condotto nel rispetto dei criteri scientifici e delle norme di tutela.

Dagli esiti del controllo dipenderanno le eventuali decisioni sul da farsi, mentre il caso del cherubino continua a intrecciare arte, politica e comunicazione, trasformando un dettaglio di un affresco romano in un nuovo terreno di confronto pubblico.