L’intervista che svela un nuovo volto di Cesare Cremonini
Nella sua recente intervista al Corriere della Sera, Cesare Cremonini apre una finestra profonda e personale sulla sua vita. Un racconto che attraversa memoria, fragilità, arte e sentimenti, e nel quale compare anche il nome di Giorgia Cardinaletti, figura centrale di una delle relazioni più significative degli ultimi anni per il cantautore bolognese.
Cremonini si muove tra emozioni passate e rivelazioni nuove con una naturalezza sorprendente, come chi ha finalmente trovato il coraggio di raccontarsi senza filtri.
Il peso delle radici: la lezione di Lucio Dalla
Il viaggio emotivo di Cremonini parte da un ricordo prezioso: il legame con Lucio Dalla.
Il maestro bolognese telefonava alla madre di Cesare, chiedendosi perché non potesse essere amico di “quel ragazzo” che già intravedeva un talento fuori dal comune. Anni dopo, fu Cremonini a cercarlo. Il risultato: un incontro intimo davanti a un pianoforte Steinway, un foglio con scritto “Vorrei essere una rondine…”, e un’eredità musicale e umana che ancora oggi lo accompagna.
“La libertà è la mia strategia”, afferma Cremonini, evocando il modo in cui la guida di Dalla ha lasciato un solco indelebile nel suo percorso artistico.
I nodi del passato e il rapporto con l’ex manager
Nel suo racconto, Cremonini non evita gli aspetti più complessi della sua carriera. Parla degli anni difficili sotto la gestione dell’ex manager Walter Mameli:
“Era il mio scopritore, ma mi ha anche imprigionato”.
La rottura professionale ha rappresentato una liberazione, un ritorno all’aria:
“Questa nuova apertura verso il mondo mi fa sentire un esordiente”.
Un artista che si ricostruisce, e che oggi si concede una libertà creativa che per anni ha sentito limitata.
La famiglia come bussola emotiva
Molto del suo presente passa dalla famiglia. Cremonini ricorda il padre, colto da un ictus proprio durante una cena insieme, ma a emergere con forza è la figura della madre.
Un matrimonio sbilanciato, sacrificio, fragilità. Fino al giorno in cui, a soli dodici anni, lui le disse:
“Mamma, bisogna che lo lasci”.
Oggi, riflettendo sul suo percorso di cura, ammette:
“Sono due anni che prendo medicinali. Quelle pillole rappresentano l’accettazione di me stesso”.
Un messaggio di vulnerabilità e forza insieme.
Giorgia Cardinaletti: una storia chiusa, un sentimento che resta
In questo viaggio emotivo, Cremonini affronta anche il terreno dei sentimenti, e qui entra in scena Giorgia Cardinaletti, la giornalista con cui ha vissuto una relazione importante.
“La relazione con Giorgia Cardinaletti è finita: non c’è più”, ammette senza esitazione.
Ma subito aggiunge una frase che lascia intravedere complessità e sfumature:
“Sono innamorato, non vado oltre”.
Un sentimento che esiste ancora, ma che non trova definizione.
La sua confessione si fa ancora più intima quando parla di attrazione:
“Mi sono sentito attratto anche da un uomo”, racconta, rivendicando una formazione libera, nutrita da fumetti di Pazienza, serate all’Arcigay e travestitismo.
Nessuna esperienza omosessuale, precisa, ma una visione aperta dell’amore:
“L’amore è sperimentale, il sesso è metodico. Io sono sperimentale”.
Tra arte e politica: sguardi e distanze
Cremonini non si sottrae neppure al tema politico, affrontandolo da artista più che da commentatore.
“Meloni o Schlein? Nessuna delle due”, afferma.
Un cuore che resta “tinto di rosso come i tetti di Bologna”, e che ritrova orientamento nelle figure che raccontano umanità e chiarezza, come il cardinale Zuppi.
Il futuro: piccoli suoni e grandi sogni
Oggi Cremonini studia sassofono. Non gli interessa il rumore degli stadi, ma “il suono umano”, quello più intimo e fragile.
E guarda avanti con un sogno ambizioso:
riunire artisti, linguaggi ed epoche, proprio come avveniva al leggendario Derby di Milano.
Un artista che si sta ricucendo, pezzo dopo pezzo, e che ha scelto la strada più complessa ma più autentica: la verità.

