Giampiero Mughini in difficoltà economiche: “Vendo i miei libri per mangiare”

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Per anni Giampiero Mughini è stato il giornalista irriverente, lo scrittore raffinato e l’opinionista capace di incendiare i talk show della televisione italiana. Oggi la sua vita scorre in uno spazio più piccolo e silenzioso: la casa, la biblioteca, i libri. Quella che per decenni è stata una passione e un rifugio ora è diventata una risorsa da cui attingere.

L’immensa collezione costruita in decenni di amore per la letteratura – tra i venti e i venticinquemila volumi, con prime edizioni rarissime di grandi autori italiani del Novecento – sta lentamente lasciando gli scaffali di casa per approdare altrove. A occuparsene è un amico libraio di Milano. Non tutti i testi, però, sono destinati alla vendita: i libri più rari e quelli dal valore affettivo restano con lui, come piccoli baluardi di memoria e identità.

Dietro questa scelta c’è anche la consapevolezza del tempo che passa. Mughini ha attraversato un periodo di problemi di salute e oggi vive una fase di “gestione” della propria vecchiaia, fatta di meno apparizioni pubbliche e più silenzi. I talk show che un tempo lo cercavano con insistenza ora sembrano essersi dimenticati di lui, e gli amici di una volta sono spariti nella nebbia del tempo.

Rimane però la scrittura, l’unico impegno fisso che mantiene un ritmo nella sua settimana. Un articolo ogni martedì per Il Foglio, un appuntamento che continua a garantire non solo un reddito, ma anche un esercizio di disciplina e lucidità.

Dietro l’ironia e il disincanto che Mughini non ha mai perso si intravede il ritratto di un uomo orgoglioso, capace di affrontare i propri limiti con la stessa passione con cui ha accumulato i suoi libri. Un uomo che, pur dovendo fare i conti con le difficoltà economiche e la solitudine, resta fedele a ciò che lo definisce: le storie, la carta, l’inchiostro e una cultura che continua a difendere, anche quando è costretto a venderne un pezzo.