Genitori, figli e droga. Storie di spaccio a processo

Due vicende familiari con un elemento comune: la droga. E' accaduto a Nocera e Angri

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«Affari di famiglia», con la droga al centro di tutto. Due storie differenti, finite giorni fa all’attenzione della magistratura e che vedono coinvolti in entrambi i casi genitori e figli. L’elemento in comune è la droga, valso un’accusa per spaccio e detenzione a due distinti nuclei familiari. Nel primo caso, il gip Giovanna Pacifico ha condannato ad un anno e quattro mesi un giovane di 27 anni, S.D.N , per coltivazione e detenzione di spaccio di sostanze stupefacenti. Un paio d’anni fa, i carabinieri individuarono un capanno a Nocera Inferiore come potenziale luogo “di svolgimento di attività illecite”. Il locale era nelle disponibilità del giovane ma anche di sua madre, finita a sua coinvolta nell’indagine. Nel corso della perquisizione, i militari trovarono 3 piante di cannabis, 300 grammi di marijuana e materiale utilizzato per la coltivazione e preparazione delle dosi. Il giovane fu rintracciato nella casa della madre, dove aveva nascosto alcuni grammi di marijuana sotto un materasso. Il giudice ha tuttavia deciso di assolvere la donna, ritenuta estranea all’attività del figlio, condannando invece quest’ultimo, con sentenza di patteggiamento.

Il secondo caso finito all’attenzione del giudice per le indagini preliminari è invece quello di un padre e figlio, entrambi di Angri, arrestati dai carabinieri con l’accusa medesima di spaccio di droga. A breve dovranno comparire davanti al giudice per il processo. I fatti che li riguardano si svolsero un anno fa, quando alla vista dei carabinieri, il genitore lanciò dal balcone un involucro con dentro 40 dosi per 20 grammi di marijuana, poi recuperato dai militari. Con la successiva perquisizione domiciliare, furono trovate altre 11 dosi per 10 grammi nelle disponibilità del figlio. I due uomini furono arrestati e qualche giorno fa, sono stati rinviati entrambi a giudizio.