Tra macerie e sirene, tra paura e silenzi spezzati dalle esplosioni, i bambini di Gaza trovano un modo per raccontare la loro realtà: il colore dei loro disegni. Con matite e pennarelli, questi piccoli artisti trasformano la guerra in immagini che parlano di case distrutte, parchi giochi ridotti in rovina, ma anche di sogni di diventare medici, scrittori e stilisti di moda. Le 20 opere sono state pubblicate da Save the Children in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. I disegni sono stati realizzati dai bambini che partecipano a un programma di sostegno psicosociale gestito dall’organizzazione in spazi a misura di bambino a Gaza. Qui, tra giochi e attività creative, i più piccoli trovano un rifugio sicuro dove esprimere paure, emozioni e speranze, imparando a immaginare un futuro lontano dai bombardamenti.
Molti lavori raffigurano bombardamenti incessanti: missili che distruggono case, aerei da guerra che sorvolano parchi e quartieri, e scene di vita da profughi. Ma accanto a queste immagini di violenza emergono i sogni dei bambini: un disegno mostra un bambino tra le macerie che sogna di laurearsi e diventare medico; altri rappresentano desideri di viaggiare, costruire una carriera di successo, avere piatti pieni di cibo e abitazioni integre, circondate da farfalle, fiori e cieli sereni.
«Questi disegni non sono solo immagini, ma storie di resilienza – commenta Save the Children –. Ci ricordano quanto la guerra non solo distrugga infrastrutture, ma anche i sogni e l’infanzia stessa».
Le opere dei bambini di Gaza sono una testimonianza potente: dietro la paura e la distruzione, la voglia di speranza e di normalità continua a vivere, affidata al colore e alla fantasia dei più piccoli.




