La Suprema Corte di Cassazione ha chiuso definitivamente l’inchiesta della Procura di Brescia sull’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, respingendo con un “rigetto totale” il ricorso per presunta corruzione. Al centro del procedimento c’era il caso Garlasco: Venditti era accusato di aver ricevuto “20-30mila euro” da Giuseppe Sempio, padre di Andrea Sempio, per archiviare nel 2017 il figlio, allora indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007.
Garlasco Venditti: la decisione della Cassazione
Il ricorso, presentato dal procuratore di Brescia Francesco Prete e dalla pm Claudia Moregola, contestava l’ordinanza del Tribunale del riesame di Brescia del 17 novembre 2025, che aveva annullato il sequestro di telefoni, computer, iPad, hard disk e chiavette USB in uso al magistrato ormai in pensione. La Suprema Corte ha confermato l’orientamento del Tribunale, escludendo qualsiasi profilo di illecito e chiudendo la vicenda giudiziaria.
Il presunto illecito collegato al caso Garlasco
Secondo l’inchiesta, Venditti avrebbe ricevuto denaro per favorire Andrea Sempio nella chiusura del procedimento per l’omicidio di Chiara Poggi. Dagli appunti manoscritti sequestrati il 14 maggio 2025 presso l’abitazione dei genitori di Sempio emergeva che agli inizi di febbraio 2017 fosse stata ipotizzata una somma di denaro a Venditti per garantire l’archiviazione del caso. La richiesta ufficiale di archiviazione era stata presentata il 15 marzo 2017 e accolta dal Gip l’8 giorni dopo.
Garlasco Venditti: chiusura definitiva e riflessi sul caso
Con la sentenza della Cassazione, la Procura di Brescia non potrà più procedere contro Venditti, sancendo così la fine di un filone giudiziario controverso legato a uno dei casi di cronaca nera più discussi in Italia. Il verdetto conferma che nessuna irregolarità emerge nella gestione dell’indagine e dei sequestri.
Il caso Garlasco, rimasto aperto negli anni tra processi, appelli e ipotesi investigative, torna dunque al centro dell’attenzione non per nuovi sviluppi giudiziari, ma per la conferma che l’ex pm non risulta coinvolto in episodi di corruzione relativi all’archiviazione del procedimento a carico di Andrea Sempio.

