Garlasco, Sempio a 10 Minuti: «Non ho ucciso Chiara Poggi». Il caso di Garlasco torna al centro dell’attenzione pubblica e mediatica. Nella puntata di 10 Minuti, in onda su Rete 4 alle 19.30 e condotta fino al 4 gennaio da Alessandro Sallusti, Andrea Sempio si è raccontato in un faccia a faccia che ha riportato alla luce uno dei capitoli più oscuri della cronaca italiana. Sempio è oggi indagato in concorso per l’omicidio di Chiara Poggi, ma davanti alle telecamere ribadisce con fermezza la propria posizione.
Fin dalle prime battute il clima è quello di una pressione costante, che dura da anni. Alla vigilia di Natale, Sempio parla di una ricorrenza amara che si ripete. «In realtà è il secondo, perché quando era già successo nel 2016 lo avevamo scoperto proprio il 23 dicembre. Sta diventando una ricorrenza. Io lo passerò con la mia famiglia, cercheremo di farlo nel miglior modo possibile, ma hai sempre questa tegola dietro».
La famiglia è il suo rifugio, ma anche il primo bersaglio dell’esposizione mediatica. Racconta il peso quotidiano vissuto dai genitori, tra giornalisti, lettere anonime e minacce. «Tutti i giorni escono notizie, tutti i giorni qualcuno scrive su Internet o ci manda lettere con insulti e minacce. Loro non possono difendermi. Qualunque reazione diventa un favore a chi vuole aizzare ancora di più».
Sempio descrive un nucleo familiare molto unito, abituato a vivere insieme anche nei momenti ordinari, che però è stato travolto dal racconto pubblico. «La mia è una famiglia dove è sempre stato normale avere parenti che vanno e vengono. Poi leggi titoli come “summit segreto a casa delle zie di Sempio”. No, è semplicemente la nostra normalità».
Alle accuse di omertà risponde con distacco. «Ne sparano talmente tante che a me lasciano abbastanza indifferente. Qualcuno in famiglia la soffre di più, soprattutto chi non era preparato a trovarsi dentro questa situazione».
Il nodo centrale resta Garlasco e il legame con Marco Poggi, fratello di Chiara. Sempio chiarisce che quell’amicizia esiste ancora, anche se oggi è inevitabilmente compressa dal contesto. «Marco è ancora un mio amico. Ci sentiamo meno per via della situazione, sarebbe un disastro uscire a cena insieme. Anche senza tutto questo, ci vedremmo poche volte l’anno, ma il rapporto resta».
Con i genitori di Chiara, invece, non ci sono stati incontri diretti. «Non mi è capitato di incontrarli. I miei genitori sì, spesso al supermercato. Se li vedessi per strada, mi farebbe anche piacere».
Nel corso della puntata viene affrontato anche il tema delle intercettazioni e di alcuni audio circolati. Sempio si sofferma su uno in particolare, relativo alla cosiddetta teoria del maschio alfa. «Io stavo dicendo che quella teoria è una cavolata. È presa dall’etologia delle scimmie e non c’entra nulla con gli esseri umani. Se uno ascolta bene, non è un discorso contro le donne, ma il contrario».
Parla poi della sua vita privata, che ha sempre scelto di tenere lontana dai riflettori. «Ho amato tanto e sono stato amato. Sono amato anche oggi, ma non sono fidanzato. Per privacy mia e delle altre persone non ho intenzione di entrare in questi dettagli».
Un rapporto speciale lo lega all’avvocata Angela Taccia, amica d’infanzia. «È una mia grande amica, il nostro è un rapporto fraterno. È una delle persone che mi amano».
Spazio anche ai diari personali, diventati negli anni materiale di discussione. Scritti intimi, nati per elaborare emozioni. «Scrivere è come fare una seduta dallo psicologo con se stessi. Nei diari ho riversato soprattutto le emozioni negative. Se prendi solo quello, vedi solo un lato della persona».
Tra le frasi più discusse, quella annotazione: “Ho fatto cose inimmaginabili”. Sempio la contestualizza. «Era la fine di una giornata di caos. Non nel senso di crimini, ma di cose vissute male in quel momento. Uno può vedere una cosa come orribile, poi un altro dice che non era nulla».
Il confronto arriva inevitabilmente su Alberto Stasi. Sempio non parla di lui in modo diretto, ma ammette che l’idea di un errore giudiziario lo tocca da vicino. «L’idea che possa essere innocente ti fa riflettere e dire: “Ok, e se mi trovassi nella stessa condizione?”. Io sto rischiando di andare verso quella condizione».
Alla domanda sulla paura risponde senza enfasi. «Non sono tranquillo, ma neanche vivo nella paura. Posso solo dire la verità. Diverse cose che ho raccontato nel tempo sono state confermate. Ci vorrà tempo, ma penso che si chiarirà tutto».
Il momento più netto arriva nel finale, quando la domanda non lascia spazio a interpretazioni. «No», risponde secco alla richiesta di confermare o negare di aver ucciso Chiara Poggi.
Sul piano spirituale, Sempio si definisce distante dalle religioni istituzionali. «Non credo in Dio, ma credo ci sia qualcosa di spirituale. Non mi fido troppo delle religioni ufficiali».
Il caso Garlasco resta così sospeso, tra dichiarazioni, dubbi e una verità giudiziaria che continua a essere oggetto di confronto pubblico. Un racconto che, ancora una volta, non si chiude.

